Sono tornata a casa dopo una giornata intesa e non ho la forza di scrivere veramente, ma oggi questo post mi nasce dal cuore e ho messo su un po’ di forze e concentrazione per raccogliere i miei pensieri.

Non è un post di viaggio. Questo post nasce su una serie di riflessioni e di cose che mi sono state dette oggi sulla mia città. Chi mi conosce sa che non soffro di campanilismo: ho speso i miei primi 21 anni della mia vita a rinnegare le mie origini e la mia città natale.

 

Sono solo sei anni che ho imparato a capirla e a scoprirla passo passo, ad apprezzarla per ciò che è realmente: una grande città con mille contraddizioni e mille cose storte, così come lo sono tante altre grandi città.

Oggi mi è capitato di parlare con tante persone che non sono della mia città, ma di Salerno e provincia. Non hanno avuto alcun timore a dimostrarmi il loro disagio nel venire a Napoli, nel passarci una serata e nel visitarla, giustificandosi che «Poi si sa Napoli è pericolosa» oppure «Io ho paura di prenderla la metro a Napoli ad agosto la mattina» e tanti altre frasi basate su luoghi comuni.

Ammetto che non ho potuto trattenere una risata a un certo punto, tanto erano le posizioni chiuse e reazionarie che mi sembrava di parlare con delle persone provenienti da un’altra era.

Come un gruppo di pecorelle in gita ho sentito belare frasi del tipo «Perché sai Salerno è tranquilla», «Salerno è piccola», «Salerno non è caotica». Insomma un festival di luoghi comuni che non pensavo potessero uscire dalla bocca di persone giovane e acculturate.

Alla fine, non ho più risposto e mi sono alienata dalla conversazione: ho solo sfoggiato un sorriso, a modi sfida. Sì perché l’unica cosa che mi veniva da dire era solo “Statevene a casa, non venite a visitare Napoli”.

Sì non ci venite. Napoli è pericolosa, Napoli fa schifo, Napoli c’è la munnezza e poi la gente si spara, ci sono drogati per strada, c’è gente che fotte per strada, nomadi che chiedono la carità e gente che cerca di derubarti… come succede anche a Roma, a Milano, a Londra, a Parigi.

Vi prego, quindi, non ci venite a visitare a Napoli: statevene tutti nel recinto delle vostre case, tra le vostre mura cittadine, chiuse nelle vostre mentalità bacate. Non ci venite a visitare Napoli perché non c’è niente da vedere, non vi perderete niente. Io le sfogliatelle, la pizza fritta ciccioli e ricotta, la pasta e patane di Nennella me le tengo per me. Mi tengo i tramonti sul lungomare, la gente che urla, l’odore della pasta al sugo la domenica tra i rumori delle porte che borbottano, i matrimoni trash, i bambini che giocano a pallone con la maglia di Maradona dopo 25 anni dall’ultimo scudetto del Napoli, il miracolo di San Gennaro

Lasciatemi qui e non venite a visitare Napoli: noi siamo gente particolare per questo siamo amati in tutto il mondo.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.