La seconda tappa del mio viaggio tra Vietnam, Cambogia e Thailandia è stata Can Tho, una piccola cittadina nota ai più per essere in prossimità del Delta del Mekong. In questo articolo vi lascerò i consigli su come, cosa e quando visitare Can Tho.

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Venditori ambulanti a Can Tho [Foto di Friariella]

Da Ho Chi Minh City a Can Tho

Come vi ho raccontato nel precedente articolo, abbiamo raggiunto Can Tho da Ho Chi Minh in autobus. È sicuramente il mezzo più economico e anche quello che vi permetterà di entrare a contattato diretto con le popolazioni locali e con le loro abitudini.

La stazione dei bus di Can Tho è praticamente in mezzo al nulla. Appena scesi dal bus con non poca fatica dato che era praticamente pieno, siamo giunti su quello che sembrava il punto più desertico di tutto il Vietnam. Se non fosse che, come al solito, uno “stormo” di taxisti hanno iniziato a chiederci se avevamo bisogno di loro.

NB: per gli orai dei bus, usate sempre il portale 12go.asia, come vi ho già consigliato nei post precedenti. Per evitare scocciature e fregature abbiamo scelto, anche in questo caso, l’app Grab che ci ha portati dritti dritti in hotel.

Dove dormire a Can Tho: West Hotel

Per il nostro soggiorno a Can Tho abbiamo deciso di prenotare tramite Booking al West Hotel, per la sua posizione favorevole e per il suo ottimo prezzo: in due abbiamo pagato 34 euro e, considerando che abbiamo usufruito dello sconto di 15 euro di Booking, alla fine ci è venuto 19 euro. (vi ricordo che a questo link avrete 15 euro di sconto per la vostra prossima prenotazione!).

Situato a solo 100 metri da molo di Ninh Kieu, il West Hotel è un hotel a quattro stelle ben tenuto e pulito. Alla reception parlano un buon inglese e il team è sempre pronto a rispondere a qualsiasi richiesta. Sono stati super gentili a prenotarci il bus che ci avrebbe poi condotti a Chau Doc, ma anche ad accompagnarci fino alla stazione dei bus.

Non abbiamo avuto modo di assaggiare la colazione, in quanto, siamo arrivati molto tardi in seguito all’escursione su Delta del Mekong. Non abbiamo avuto modo di provare la piscina, dato che quando siamo arrivati era stata praticamente presa d’assalto da un gruppo di bambini tedeschi che giocano divertendosi tantissimo.

La scelta di avere un buon albergo è stata ragionata. Prima di tutto essendo i prezzi davvero accessibili, risparmiare 10 euro a testa ci sembra davvero inutile. Inoltre, considerate le temperature e le nostre avventure giornaliere, riposare bene era l’essenziale per ripartire ogni giorno.

Perché visitare Can Tho: il mercato galleggiante di Cai Rang

Il motivo per cui abbiamo scelto di visitare Can Tho, dopo la nostra prima tappa a Ho Chi Minh, è stato semplice. Benché avessimo delineato a grandi linee il nostro viaggio, abbiamo scelto di fare tappa in questa piccolissima città per visitare il mercato di Cai Rang, uno dei tanti mercati galleggianti del Mekong.

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Bancarelle del mercato di Can Tho di fronte al West Hotel [Foto di Friariella]
Avevamo letto dai vari blog di viaggio, che è possibili visitare “Il drago a nove teste” (così viene definito questo fiume dalle popolazioni locali), in tutti i modi: a bordo di uno scooter, in nave, in barca e in canoa. Abbiamo scelto però un tour privato, in modo da poterci muovere tranquillamente e in autonomia.

Spulciando in rete abbiamo trovato Can Tho Touring With Susan: un servizio ideato da una gentilissima ragazza di Can Tho, Susan appunto, che progetta e propone itinerari in base al numero dei partecipanti e al tempo a disposizione. Abbiamo scelto un tour privato di 5 ore, come vi anticipavo, per muoverci in autonomia. Susan era occupata con altri tour, quindi è venuta a prenderci una sua amica alle 5 del mattino al nostro hotel nel bel mezzo di un fantastico temporale.

Ve l’avevo già raccontato tramite Instagram: all’inizio non è stata un’esperienza semplice. Nel giro di pochi minuti, nonostante la guida ci avesse dato uno degli impermeabili di quelli sottili che usano loro, ci siamo ritrovati totalmente fradici, dalla testa ai piedi  su una piccola barchetta.

Lo ammetto un po’ di panico iniziale l’ho avuto. È il caso di dirlo: questo viaggio mi ha davvero permesso di oltrepassare i miei limiti. Uno fra tutti l’ansia, la paura di non farcela, la paura di non essere all’altezza: tutte quelle sensazioni che nei mesi precedenti avevano scandito il ritmo delle mie giornate.

Ho pensato a mio nonno, al fatto che da quando aveva 6 anni fino ai 70, ha lavorato tutti i giorni della sua vita,  scaricando cassette, prendendo pacchi, allestendo il suo negozio o raccogliendo i prodotti della terra dei suoi genitori che ci fosse stato il sole, la neve o la pioggia. Ho pensato a lui e ho pensato al suo insegnamento: quando va via una persona, dobbiamo ricordarci sempre di quello che ci ha insegnato. Mio nonno, nato contadino ma che scelse poi di fare il  fruttivendolo e poi pensionato attivo, mi ha insegnato a godere delle piccole cose. Allora, mi sono messa improvvisamente a ridere. Di che cosa avevo paura se ero in vacanza, in Vietnam, a realizzare uno dei miei sogni?

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Una delle barche del mercato galleggiante di Cai Rang a Can Tho [Foto di Friariella]
Mi sono calmata e, nonostante la pioggia fittissima, mi sono goduta la visita. C’è un mondo intero attaccato al mercato di Cai Rang. Ci sono persone che vivono sulle imbarcazioni, tanti viaggiatori pronti a sbracciarsi per lo scatto migliore, i venditori ambulanti e le persone che vivono in queste baracche dalla sicurezza inesistente.

Quando siamo saliti su questa piccola barchetta, ad accoglierci c’era una piccola donna, che scalza e senza alcuna protezione se non un semplice cappello vietnamita, ha guidato tranquilla anche durante la pioggia più intensa. Le nuvole nere non promettevano bene, ma alla fine il cielo si è aperto, lasciando spazio a un timido sole nascosto tra le nuvole. Eh sì, è il caso di ripeterlo: il momento migliore per visitare il Vietnam non è la stagione dei monsoni.

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La donna che ha guidato la nostra barca anche sotto la pioggia durante la visita a Cai Rang [Foto di Friariella]
Grazie alla guida, abbiamo avuto modo di fare colazione con pho e caffè vietnamita. Uno spettacolo e considerate che a me il brodo non mi fa impazzire. Sarà stata l’atmosfera, quanto sia stato tutto così magicamente assurdo, ma ho adorato quella colazione. Il caffè poi è buonissimo: d’altra parte il Vietnam è il secondo produttore al mondo di caffè.

Abbiamo fatto una passeggiata tra gli “stand” del mercato galleggiante, assaggiato un’ottima ananas e poi camminato lungo le rive del fiume dove, dopo ad aver salutato tutte le persone incontrate, abbiamo anche visitato una fabbrica di noodles.

Il costo per questa visita è stata di 28 dollari a testa, ma non abbiamo né voluto contrattare e né avevamo voglia di condividere il tour con altre persone. La guida è stata molto carina, anche se diciamo che il suo inglese era difficile da comprendere. (In Idaly do you have a livel (alias river)?) .

Abbiamo deciso di visitare Can Tho principalmente per il mercato di Cai Rang, ma abbiamo anche avuto modo di fare una passeggiata tra la città. Abbiamo camminato tra i mercati, tra le i negozi, ma soprattutto ci siamo concessi una piccola visita al ponte di Can Tho, vero simbolo della città. Infatti, abbiamo letto, che è stato costruito con l’85% del contributo del Giappone e simboleggia l’avanzamento tecnologico del Vietnam. Tra le due nazioni c’è sempre stato un rapporto un po’ contorto, segno evidente di un processo storico lungo e a tratti contraddittorio.

Dove mangiare a Can Tho

A Can Tho abbiamo avuto una delle esperienze gastronomiche più belle di tutto il viaggio. Dopo aver posato le nostre cose in albergo, siamo andati in giro per la città per cercare qualcosa da mangiare. Non volevamo le classiche cose da turisti. Cercavo qualcosa di più autentico e locale. Insomma, qualcosa davvero easy. Girovagando per le strade, sempre accompagnati da una dolcissima pioggia, abbiamo trovato alle 16:30 questa piccola trattoria: Nem Nunong Thanh Van.

 

 

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Di quando tutto è relativo e di quando le "difficoltà" vanno solo affrontate. HCMC ➡️ Can Tho, Vietnam 🇻🇳 Oggi non vi parlerò di posti fighissimi, di musei che fanno pensare o di cose strane che mi hanno colpito Oggi vi racconto di quanto gli attacchi di panico possono essere paralizzanti e di quanto il viaggio ci possa aiutare. Sì, ho questo problema: soffro di attacchi di panico e non ho (più) vergogna di dirlo. Quando ti sale su l'ansia vorresti solo fuggire da te stessa lontano lontano, fare il contrario di quello che stavi facendo per non sentirti paralizzata. Sei tu contro te stessa, e non c'è niente che non ti possa aiutare se non tu. Oggi sono salita su un bus che non aveva i sedili come in Europa, ma solo "lettini" (se avete visto le Ig Stories avete capito a cosa mi riferisco). In meno di mezz'ora mi sono trovata stretta nell'ultimo posto del bus, sdraiata, a 30 cm dal tetto e a pochi millemetri dal vetro. Una situazione asfissiante se considerate che mi sono alzata solo dopo 2 ore e mezza. Stavo per farmi prendere dal panico 😰, ma poi mi sono calmata e ho pensato che non avevo scelta: non c'era altro modo per raggiungere Can Tho. Ho trascorso il viaggio a godermi il paesaggio, tanto lontano dai miei soliti scenari. Alla fine è "tutto" passato che quando sono andata a pranzo avevo anche dimenticato quello che era successo tanto era deliziosa questa zuppa di noodles. #vietnam #vietnamita #ig_vietnam #doyoutravel #discoverearth #discovervietnam #foodporn #foodgasm #foodporn #foody #foodphotography #foodies #foodstagram #dametraveller #vietnamienne #vietnaminstagram #asianfoodporn #travelholic #supermegamaster_pics #seetoshare #inspiring_photography_admired #visitvietnam #foodlover

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Il menù aveva solo 5 cose da offrire. C’erano le fotografie e i nomi in vietnamita e in inglese. Piatti di plastica, un’anziana donna a cucinare. Tavoli in alluminio. Insomma tutto molto spartano. Turisti presenti nel locale: solo io e Gianduiotto. Ma sarà poi una felice coincidenza di quasi tutto il nostro viaggio. Noodles e polpette sono state le nostre scelte. Con pochi euro abbiamo mangiato benissimo e tanto.

Siamo rimasti invece meno contenti quando a cena abbiamo deciso di andare Phuong Nam. Si tratta di un piccolo ristorantino, forse troppo turistico per i nostri gusti, dove è possibile mangiare anche la cotoletta di coccodrillo: l’ho presa ma non mi ha emozionato. Manco a dirlo: prezzi più cari rispetto a Nem Nunong Thanh Van.

 

Spostarsi da Can Tho a Chau Doc

Non avevamo ulteriore motivo per rimanere a Chau Doc dopo la visita al mercato galleggiante di Cai Rang. Per cui dopo l’escursione, abbiamo preso gli zaini e abbiamo chiesto alla hall dell’albergo se avevano modo di portarci alla stazione dei bus. Non solo ci hanno accompagnati gratuitamente, ma ci hanno anche prenotato il posto sul bus per Chau Doc.

Il costo del biglietto è stato di 100.000 dong, pari a meno di 4 euro. L’autobus era essenziale, ma piccolo e pulito. Abbiamo viaggiato benissimo (ho anche dei video in cui Gianduiotto dorme sereno). Unica nota dolente: l’aria condizionata a temperatura gelida, ma questo dopo un paio di giorni in Vietnam lo impari subito.

A differenza della volta precedente, avevamo contanti con noi e quando il conducente si è fermato in “autogrill”, siamo scesi a sgranchirci le gambe e a mangiare un banh mi.

Consigli sparsi su Can Tho

  • Non resterei più di un giorno in questa città, dato che tutte le attività proposte sono comunque legate al mercato galleggiante.
  • Per una visita a Cai Rang con i fiocchi, vale la pena fare la levataccia: svegliarsi all’alba è davvero fondamentale se si vuole cogliere l’essenza di questo mercato. Così come credo sia importante esplorarlo a bordo di una barchetta, anziché il motorino o la bici, perché vi perdereste gran parte della sua magia.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.