In questo post analizziamo i motivi per cui vale la pena avere una napoletana in ufficio: tratto da una storia vera, la mia.

Friariella Ma a te manca Napoli?
Friariella Ma a te manca Napoli?

Mi rendo conto che per voi potrà sembrare abbastanza egocentrico questo post, ma d’altra parte anche il fatto di avere un blog può essere il sintomo di un egocentrismo non troppo latente. Sta di fatto che ieri, mentre cercavo di non imprecare contro tutto l’universo intero per l’assenza del caffè in ufficio, grazie alla mia collega ho avuto un’illuminazione. Da quando sono arrivata a Biella in molti sostengono che abbia cambiato tante cose: qualcuno in bene, altri in male.

La verità (vi fa male lo so!) è che in questa terra sottomessa alla nebbia c’era bisogno di un po’ di allegria e di spensieratezza, di un po’ di confusione, di risate e leggerezza: e quindi sono arrivata io, come un pacco postale non richiesto. Ma perché secondo me vale la pena avere una napoletana in ufficio?

Analizziamo insieme la situazione.

1. Imparare a parlare napoletano a gratis!

Volete mettere che ogni giorno, ogni ora, ogni istante potete avere a disposizione la possibilità unica di poter usufruire di un vocabolario parlante di dialetto napoletano? Ma sì non sarà il vostro dialetto, ma è sicuramente il dialetto italiano più conosciuto in tutto il mondo. Dopo aver imparato a parlare dialetto napoletano, (cosa che avviene in poche settimane poi!) non avrete più bisogno di sottotitoli per capire le puntate di Gomorra, i testi delle canzoni neomelodiche e di tanto altro ancora. Ai vostri discorsi con il capo ci saranno dei simpaticissimi “ue ue” non richiesti; per non parlare dei “Pammoreddio” in segno di disgusto, dei “Salutame a soreta” per disdegnare inviti non graditi. Insomma, adesso potete stare senza penzier!

2. Mangiare mozzarelle vere.

Come ogni terrone che si rispetti, il carico di mozzarelle da giù arriva con cadenza mensile e non sono le solite mozzarelle che potete trovare al supermercato: per l’amore di Dio! (pammoreddio per i tesserati a Napoletano 1). Le mozzarelle vere sono quelle che vengono conservate nella scatola di polistirolo, che quando vengono tagliate scorre tanto di quel latte da poterci fare un nuovo caseificio, che mangeresti da qui fino a dopo domani. Ma poi oltre alle mozzarelle, ci sono le ricottine, le burrate, le provole. Che vita avete condotto prima di adesso? Perché pensavate che il vostro mondo fosse giusto prima di assaggiare le mozzarelle?

3. Imparare ad essere napoletano.

Essere napoletano è uno stile di vita, che vi piaccia o no. Non è solo un legame culturale, ma un modo di vedere le cose e di concepirle: è la vivacità di viversi la vita, di metterci sempre tanta passione, di canticchiare, di ascoltare la musica a tutto volume. Essere napoletano significa viversi tutti esageratamente ed esasperatamente. Non c’è soluzione: noi siamo quelli di “o tutto bianco o tutto azzurro” (bianco e nero è per i juventini): il nostro modo di viverci la vita è questa. Non ci spaventano gli ostacoli, prendiamo le cose di petto e le affrontiamo. La nostra vita la conduciamo a testa alta, perché siamo fatti della stessa sostanza dell’orgoglio, ben mescolato a presunzione.

Se avete ancora assunto un napoletano fatelo adesso: ne guadagnerete di salute mentale.

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.