Napoli a Natale è un mistero: tutto diventa stranamente affascinante; tutti diventiamo attori di uno spettacolo meraviglioso. Il Natale a Napoli è una di quelle cose che mi manca di più della mia vita terrona: tutte le città del mondo si impupazzano a festa, ma quello che succede a Napoli è tutta un’altra storia. In questo per Igers Napoli e per la rubrica #AltraNapoli vi racconto delle 5 cose da fare a Napoli a Natale assolutamente!

Friariella - 5 cose da fare a Napoli a Natale
Friariella – 5 cose da fare a Napoli a Natale

 

È difficile riuscire a parlare di Napoli a Natale, anche se poi fondamentalmente credo che sia sempre difficile parlare di Napoli punto: che sia Natale, Pasqua e Capodanno fa poca la differenza. La mia città quella in cui sono nata, sono cresciuta, quella da cui mi sono allontanata dagli ultimi anni, quella che mi ha fatto sentire straniera per i primi 21 anni della mia vita, quella che poi mi ha fatto sentire sua figlia e sua complice negli ultimi cinque anni.

 

  • Mangiare l’insalata di rinforzo.

Non è Natale a Napoli se non mangiate l‘insalata di rinforzo: piatto tipico della tradizione napoletana, ma soprattutto croce e delizia dei commensali.

Prima domanda utile e pertinente sarà: è un dolce? è un primo? è un secondo? un contorno? La risposta giusta è l’insalata di rinforzo: non ti puoi alzare da tavola senza pensare di non averla mangiata e quindi te la propinano in tutti i momenti della cena/ pranzo: nell’antipasto, tra il primo ed il secondo primo, tra il secondo primo ed il terzo primo, tra i secondi ed alla fine anche prima, dopo e durante il dolce.

L’insalata di rinfozo è fondamentalmente un’insalata molto molto molto particolare. Prima di tutto puzza. Sì puzza. Puzza proprio di scorreggia trattenuta da 3 ore e la molli nel bagno del treno e poi il treno ed i suoi viaggiatori vengono soppressi. E non sto esagerando. Tutto questo perchè? Perchè tra gli ingredienti c’è il cavolo, acciughe, olive, papacelle, capperi, olio e aceto. La ricetta viene sapientemente spiegata da Valeria Mazza nel film “Ci sta un francese, un inglese ed un napoletano” che vi consiglio di vedere.

Friariella - 5 cose da fare a Napoli a Natale
Friariella – 5 cose da fare a Napoli a Natale

Lo ammetto non l’ho mai assaggiata anche perché il suo odore non è dei migliori. Potrei assaggiarla quest’anno? Ma anche no. E comunque non ho ancora capito perché poi alla fine si chiama insalata di rinforzo.

Di che ti devi rinforzare se hai già mangiato il mondo in poco meno di 10 portate e ti sei seduto solo da dieci minuti a tavola? Di cosa devi rinforzarti se dopo mangerai il panettone, il pandoro, il torrone, babbo natale, la befana, la nonna, il nonno ed il mondo intero? L’unica risposta giusta è che è tradizione. Quindi è tradizione sedersi a Natale a tavola, spendendo tantissimi soldi, buttando almeno il 50% di quanto si è comprato, lasciando crescere i triglicedi, il colesterolo e la glicemia come se niente fosse?!

  • Mangiare il capitone

Ma non ho dimenticato l’altro protagonista incontrastato della tavola napoletana: o’capiton, alias il capitone o semplicemente anguilla.
Ricordo ancora quando da bambina, la sera prima della vigilia i marciapiedi erano invasi da vasche di capitoni che sguizzavano ignari del tragico destino che li attendeva: come ad un’esecuzione in piazza, ad ogni vasca c’era un pubblico di persone pronte a puntare il dito su di queste piccole bestiuccie che, ahimè, hanno come unica arma di difesa quella di sgusciarti tra le mani. La mattanza diventava cruenta: con un gesto secco e deciso tagliavano la testa e poi man mano tutto il resto del corpo. Devo ammettere che questa scena mi ha sempre dato fastidio, anche perchè questo povero animale già è stato creato abbastanza bruttarello ( sembra un verme da mare), poi è anche costretto a fare questa tragica fine: insomma, è proprio sfigato. Se ci pensiamo i capitoni vivono tranquilli per 350 giorni all’anno poi negli ultimi 15 giorni vengono sterminati in onore della tradizione.

Tuttavia, mi è sempre piaciuto passeggiare per la città durante questo appuntamento: Napoli è fredda ma c’è sempre il sole che ti accompagna e ti scalda, come quando senti lo zucchero sulla lingua dopo che il caffè ti è scivolato in bocca. Senti nella gente la frenesia, l’ansia, l’attesa del Natale ormai alle porte. Per strada senti l’odore delle cucine già pronte a sfornare i piatti della tradizione. Tu sei lì, a farti cullare dalle voci del mercato, senza capire esattamente cosa dicono, a farti accarezzare dagli spintoni della gente, ad assaporare l’odore acre del mercato del pesce. Molto affollato ma sicuramente particolare è il Mercato del Pesce “Ncopp e mur”: il mercato si trova a Porta Capuana, a pochi passi dal capolinea della Circumvesuviana. La notte del 23 è quasi impensabile passeggiare per il mercato perchè tantissima gente si dirige lì per accalappiarsi l’affare.

Una volta che è stato scelto il capitone questo viene portato a casa, mostrato all’intera famiglia, ucciso dopo numerosi tentativi e poi cucinato. La tradizione vuole che il capitone venga fritto; a sto punto scatta immediata la domanda: ma a tavola vi sedete con le maschere antigas tra capitone e insalata di rinforzo? No, semplicemente sopportiamo tutto in onore della tradizione. Perchè si sa, come dice Alessandro Siani, il capiton è d’aurij ( il capitone è per augurio): auguri o capitò!

  • L’albero di Natale nella Galleria Umberto I

A Napoli ogni anno viene anche messo il tradizionale albero di Natale, l’albero dei desideri,  nella Galleria Umberto I:ciascuna persona può appendere sull’albero la propria letterina a Babbo Natale. Se passate da quelle parti non potrete non notare questo pino di otto metri ricoperto di fogli, ciascuno dei quali racconta una storia. C’è  chi chiede un semplice giocattolo, chi di trovare un lavoro, chi di riconciliarsi con amici o famiglia: tante storie che racchiudono il Natale napoletano senza filtri. Ad occuparsi dell’iniziativa da ben 28 anni è il Sign. Antonio Barbaro, proprietario di alcuni negozi di abbigliamento presenti nella Galleria.

Il pino viene installato ogni anno a fine Novembre e viene anche rubato pochi giorni dopo. Mi correggo. La procedura è questa: l’albero viene installato, lo smontano se lo portano in giro per pochi metri e poi viene ritrovato. Non si tratta di furto ma di un semplice gesto atletico: l’albero dei desideri viene sempre ritrovato a pochi centinai di metri, così come vuole la tradizione. Questo è successo quest’anno, lo scorso anno ancora, l’anno prima anche: non ricordo quando non è successo.

Lo scorso anno ci siamo superati però: l’albero è stato messo alle 19,30 di ieri e alle 23,30 era già sparito. Marco Frigatti è pronto per consegnare la medaglia a questi giovani “atleti”. Sì perché sono dei ragazzi gli autori del gesto così come documentato dal video registrato dalle telecamere di sorveglianza.  Manco a dirlo, stamattina è stato ritrovato l’oggetto del desiderio.

Le domande da porsi sono tante:

  • Sebbene il furto è avvenuto alle 23,30 non c’era nessuno per strada?
  • A Napoli è così usuale camminare con un pino di 8 metri sulle spalle da non generare curiosità nei confronti dei passanti?
  • Cosa provano questi ragazzi dopo aver compiuto questo gesto oltre una fatica immane?
  • Dove cavolo te lo piazzi un pino di 8 metri? Per caso vivi nel Castello delle Principesse?
  • La passeggiata a San Gregorio Armeno

Ma si questo è risaputo: non puoi venire e non fare almeno una passeggiata di pochi minuti a San Gregorio Armeno. Certo capisci cosa vuol dire essere una sardina inscatolata, certo puoi perdere l’uso dei piedi così come quello delle braccia ma andare a San Gregorio Armeno è una delle cose da fare a Natale a Napoli assolutamente.

L’arte della tradizione presepiale ogni anno si ferma qui, anzi si fermano gli orologi per quanto sono belle le statuine che ogni anno è possibile ammirare. Da buona napoletana sono solita andarci poco prima di Natale, verso fino ottobre, in modo da non beccare il traffico e la gente impazzita.

  • Scanzarsi le botte che i teppistelli lanciano senza pietà.

Natale a Napoli significa anche questo: non ho mai capito cosa ci trovassero di tanto divertente e tuttora mi rimane oscuro il motivo sul perché sia divertente sparare queste botte. Cominciano da fine ottobre per proseguire fino a marzo: i ragazzini per strada girano muniti di accendini e sparano queste botte senza pietà lanciandole così senza pietà. Sono inutili le campagne contro l’uso improprio dei fuochi d’artificio perché non c’è un anno in cui a Napoli non ci sia almeno una vittima. Il mio personale consiglio: spedete questi soldi per una bella mangiata di pizza fritta!

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.