Ci sono dei posti che ci appartengono, anche se vogliamo rimanere distanti, anche se vogliamo ignorarli, anche se le distanze decretano la fine momentanea di questo amore. Le scelte, o semplicemente, le congiunzioni astrali, mi hanno spinta a lasciare l’Emilia Romagna nel 2015, complice una serie di eventi non proprio favorevoli. Ho mollato tutto per una nuova avventura, una nuova città e una nuova vita tutta da ricostruire. Con l’Emilia Romagna avevo un conto in sospeso: ero consapevole del fatto che non fosse solo tutto quello che mi era successo, che oltre la nebbia c’era altro. Anzi, proprio la nebbia era la metafora di quello che mi era accaduto in quel lungo e doloroso anno.

Così, quando mi è stato proposto di partecipare al blogtour Terre di Po e dei Gonzaga ho pensato, anche per questa volta, che niente fosse dato al caso. Avevo bisogno di rimettermi in pace, avevo bisogno di tornare in Emilia Romagna, lì dove nonostante tutto mi sono sempre sentita a casa.

Le Terre di Po e di Gonzaga è l’insieme di otto comuni (Novellara, Poviglio, Brescello, Boretto, Luzzara, Reggiolo, Gualtieri, e Guastalla) unite da un percorso storico e territoriale comune. Un piccolo fazzoletto di terra dove storia, cultura e tradizione si incontra dando al turista un fantastico esempio di turismo.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Novellara è parte di me, benché non ci avessi mai messo piede. Il motivo? È molto semplice: ho passato la mia infanzia con le canzoni dei Nomadi. Così, quando ho avuto il piacere di incontrare la Sindaca Elena Carletti (figlia di Beppe Carletti, co-fondatore dello storico gruppo), mi è sembrata una sorta di epifania: le ho sorriso come si fa a una persona cara che non vedi da tempo. Novellara è un piccolo paesino in provincia di Reggio Emilia dove, durante il tour di Terre di Po e dei Gonzaga, ho avuto modo di visitare. Nello specifico ho visitato l’Acetaia comunale, un piccolo salotto, o forse è meglio dire, un delizioso rifugio situato nella suggestiva Rocca dei Gonzaga. L’aceto viene conservato in botti di legno per anni e anni: pensate che veniva dato in dato alle figlie che si sposavano. Dimenticate, oh voi che leggete, gli aceti da supermercato: il vero aceto balsamico non è liquido, ma ha una consistenza molto più simile a una glassa. Inoltre, deve essere centellinato sulle pietanze, per evitare che il sapore delle pietanze venga nascosto dall’acidità dell’aceto. Oltre al fantastico aperitivo che ho avuto modo di gustare insieme alle mie compagne di viaggio, Novellara mi ha lasciato senza parole quando ho visitato il suo Museo: piccolo ma al contempo suggestivo, contante tele dal valore inestimabile.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Di certo, dal punto di vista artistico, anche Gualtieri si difende bene, anzi molto bene. Nella città di Antonio Ligabue, infatti, è possibile rimanere affascinati della meravigliosa architettura della cittadina anche solo passeggiando tra le sue vie. Che dire poi della Casa Museo Antonio Gualtieri: un piccolo scrigno di storia dell’arte contemporanea che vede come protagonista un personaggio umile, unico e a tratti quasi infantile, caratterizzato da un genio e da un estro fuori dal comune.

Ma Gualtieri non è solo questo. Durante la mia visita alle Terre di Po e dei Gonzaga, ho avuto la possibilità anche di visitare la Cantina sociale di Gualtieri. Proprio lì ho scoperto che la “famosa uva fogarina” sta tornando sulle tavole nostrane, grazie anche a realtà imprenditoriali come questa.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Analoga atmosfera ho trovato nell‘Azienda agricola vitivinicola Alberici di Boretto. Durante questa visita, oltre al valore del dei prodotti che abbiamo avuto modo di gustare, mi ha colpito la convivialità e la spensieratezza con la quale siamo state accolte: siamo state a tavole con i fondatori dell’azienda che ci hanno raccontato di quanto la loro sfida imprenditoriale sia basato sulla famiglia. Pensate che le etichette e i nomi dei prodotti vengono ideati in base ad avvenimenti familiari, come la nascita della simpaticissima nipotina con la quale ho avuto modo di giocare.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Dicevamo, appunto, il valore della famiglia. Un valore portante e diffuso nelle Terre di Po e dei Gonzaga visto che l’azienda agricola Novati si basa su questi presupposti. Da loro ho avuto l’opportunità di visitare gli allevamenti, dove gli animali vengono tenuti liberi di pascolare. Mi emoziono a vedere un piccolo vitellino nato da poche ore e a pensare che, in questa azienda, tutto si basa sull’unione di persone, sull’importanza di essere una famiglia. D’altra parte, il nome della linea di prodotti (provate a non rimanere estasiati dalla crema di Parmigiano Reggiano) nasce dalla “fusione” dei cognomi dei due fondatori. Ma non è questa l’unica particolarità dell’Azienda: sono infatti tra i pochi produttori di Parmigiano Reggiano con latte da vacche rosse. Il prodotto finale, quindi, diventa non un formaggio qualsiasi ma un prodotto raffinato e unico.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Reggiolo ci ha accolte a braccia aperte… piene di zucca: siamo state ospiti durante la Festa della Zucca. Inutile dire che ho avuto modo di mangiare dei tortelli favolosi (ne avrei mangiato fino a star male). La cittadina, (sapevate che ha dato i natali a Carlo Ancelotti?), è stata fortemente colpita dal terremoto. La cosa che mi ha stupito però che nonostante tutto, a parlare con le persone del posto benché tragica l’esperienza è stata vissuta come un’opportunità. In sostanza, piuttosto che lamentarsi le persone si sono riunite, incontrate e organizzate per dare nuova vita a quello che il terremoto aveva tolto loro. E credo che personalmente questo valga più di qualsiasi monumento. Altro motivo per cui non dimenticherò mai Reggiolo è la mia prima volta in armatura: non potete immaginare quanto pesi.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Guastalla, invece, è la cittadina in cui abbiamo dormito e abbiamo pranzato il primo giorno. Siamo state ospiti dell’ostello Locanda dei Pontieri, una struttura semplice ma al contempo unica ma soprattutto immersa nel verde e a pochi passi della piste ciclabili. Guastalla è da visitare assolutamente durante l’evento Piante e Animali perduti: l’iniziativa, arrivata alla XXI edizione, porta nella cittadina centinaia di espositori con prodotti e animali di qualsiasi genere.

Terre di Po e dei Gonzaga
Terre di Po e dei Gonzaga

Ma non è finita qui perché tra le Terre di Po e dei Gonzaga c’è anche Brescello, cittadina conosciutissima grazie a “Don Camillo e Peppone”. Chi non ha mai visto almeno una volta uno dei film? Queste pellicole, parte fondamentale della storia del cinema italiano, sono davvero tanto apprezzate anche all’estero. Pertanto visitatori di ogni parte del mondo passano a Brescello per visitare i luoghi che hanno fatto da sfondo alla celebre saga. È possibile visitare sia il Museo di Don Camillo e Peppone ma anche il museo Brescello e Guareschi. Non sono questi unici musei delle Terre di Po e dei Gonzaga: a Poviglio, infatti, è presente il Museo della Terramara Santa Rosa di Poviglio e il Museo del Po di Boretto.

Nella struttura di Poviglio sono raccolte le testimonianze delle popolazioni delle terramar, ossia centri abitati dell’età del bronzo esistenti in queste zone padane, scoperti intorno alla metà del 1800 grazie agli scavi archeologici. Questi hanno portato alla luce i reperti dei villaggi intorno al Po, che evidenziano una società ben organizzata, ma soprattutto amante degli utensili e di arnesi di ogni genere. Sempre a Poviglio c’è la Villa storica Pallavicino. Situata tra Parma e Reggio Emilia, si tratta di una splendida villa di inizio 800 disposta su tre piani. La struttura, dopo aver ospitato per anni la scuola materna comunale e uno studio medico, attualmente è disponibile per eventi, mostre, Matrimoni e manifestazioni culturali.

Terre di Po e dei Gonzaga

Il Museo del Po di Boretto, invece, raccoglie le testimonianze storiche di questo territorio che deve tanto al fiume più lungo dello stivale. Non solo utensili, ma anche vecchie imbarcazioni, fotografie e testimonianze di oltre duecento anni.

Altra bellissima scoperta è stato il teatro sociale di Luzzara: un edificio dalla storia travagliata che, benché abbia avuto una storia travagliata, adesso sta tornando a risorgere. Sorto sulle rovine di un antico teatro, il Teatro è stato commissionato in occasione delle notte tra Caterina Pico della Mirandola e Rodolfo Gonzaga nel 1488. È stato restaurato più volte e poi lasciato chiuso per tantissimi anni. Per un periodo, addirittura, è stato addirittura usato come parcheggio per auto. Attualmente ha ripreso vita grazie al le rassegne organizzate dalla Fondazione Un Paese.

Terre di Po e dei Gonzaga
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About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.