Sembra chiaro ormai il concetto: se c’è un posto che adoro senza pietà è Barcellona e mi sembra di avervi raccontato abbastanza di tutta quella sfera di emozioni che solo questa porzione di globo terrestre riesce a darmi: troverò mai un’altra città che mi regalerà la stessa carica di andrenalina? Non lo so, ma parafrasando una storica canzone potrei dirvi “lo scopriremo solo viaggiando”.

Quando giunsi lì nel lontano 9 Settembre 2008 di Barcellona non ne sapevo quasi niente se non il fatto che si trovasse vicino al mare e che era la città dell’Università che mi avrebbe ospitato per i prossimi sette mesi: niente più e niente meno. Ero così eccitata appena scesa dall’aereo che fotografafo tutto senza pietà e senza remore. Fu lì che notai che il Catalano non era un’entità astratta quanto piuttosto una lingua vera.
Festa dell'indipendenza catalana

Il Catalano è la lingua ufficiale della regione della Catalogna, la regione in cui è collocata Barcellona. Ma è “semplicemente” questo: quello che sfugge a tutti, o alla maggioranza dei turisti, è che la Catalogna ha una storia molto particolare e che nonostante siano passati ben quattro secoli chieda ancora il rinoscimento dell’Indipendenza.

Prima che sbarcassi in terra catalana, la maggior parte delle persone mi rassicurava dicendo:

“Tranquilla, vai lì e non avrai problemi con la lingua: lo SPAGNOLO è come l’ITALIANO con una S finale”

Non consapevoli del fatto che io lo Spagnolo l’avevo già studiato per conto mio. Avevo scelto la Spagna per il mio Erasmus, ma mi ero trovata in Catalogna e non lo sapevo neanche.

CatalanIl primo impatto è quando entri in aeroporto e senti parlare questa lingua strana e pensi “Sono stanca e il mio spagnolo è arrugginito!”. Entri in metro e gli annunci in quello spagnolo sguaiato si ripetono. Nel frattempo noti che anche la gente intorno a te parla così e le scritte delle informazioni sono in tre lingue differenti: lo spagnolo sguaiato, lo spagnolo ed in inglese. Allora ti viene in mente che da qualche parte avevi letto di questo catalano, ma ti avevano detto che era “solo” un dialetto: mai più affermazione fu più sbagliata.

Se andate a Barcellona pensando di andare a visitare la Spagna, vi sbagliate: Barcellona è Catalana 100%, in ogni sua forma, in ogni suo gesto, in ogni suo angolo.

La Catalogna non è una leggenda, non è un’invenzione popolare e non è un appiglio politico: la Catalogna era una ricca regione del Nord Est della Penisola Iberica che aveva conquistato anche parte del Sud Italia. Un regno indipendente rispetto alle restanti casate che occupavano la Penisola. L’attuale assetto geopolitico è il risultato del matrimonio tra Federico II d’Aragona e Isabella di Castiglia: il matrimonio fu celebrato in gran segreto nel 1469. Una data molto importante per la Catalogna perchè decreterà la fine della propria indipendenza politica e culturale.

Dopo così tanto tempo, i Catalani continuano a rivendicare la propria indipendenza e continuano a mantenere saldi la propria identità culturale: l’uso del Catalano è uno di questi. Il Catalano non è un dialetto, ma è una lingua riconosciuta dal 1979. Ogni 11 settembre viene celebrata la Festa dell’indipendenza Catalana.

Barcellona, quindi, non è una città spagnola ma è una capitale: la capitale della Catalogna.

La festa dell’Indipendenza Catalana

Frastornata dai primi giorni di cambio di città, mi ritrovai nel bel mezzo della Festa dell’Indipendenza Catalana, tra fiumi di persone e tamburi suonati senza un domani. Se state pensando che questa celebrazione si trasformi in una sorta di Sagra della Porchetta di Ariccia avete sbagliato strada ( anzi immaginazione): la Festa dell’Indipendenza Catalana è un giorno festivo in tutto e per tutto, nel quale non si va a lavoro, tutti i negozi sono chiusi e milioni di persone sfilano nel bel mezzo della città pacificamente muniti di bandiere catalane. Non si sfocia nel rave party ma in comizi e manifestazioni di piazza dove gli artisti di strada appoggiano le loro richieste sui tamburi “roventi”.

La festa è molto sentita in città: la rivalità con Madrid riprende vita anche in questa occasione, ma non si tratta questa volta di Messi e Ronaldo, state tranquilli. L’11 settembre 1714 Barcellona caddè sotto il dominio borbonico alla fine della guerra di successione spagnola. Qualcuno più famoso di me direbbe: una domanda che mi sorge spontanea è “è veramente così forte il desiderio di indipendenza?”.

Ho vissuto a Barcellona e ho avuto modo di visitare Madrid e devo dire che le differenze sono forti e palpabili dal punto di vista culturale, ma essendo napoletana e seguendo una lunga diaspora in giro per l’Italia posso affermare anche se ragionassimo così anche noi in Italia saremo una confederazioni di piccoli Stati. Il Catalano non è un dialetto ed è stata riconosciuta come lingua ufficiale e sono pienamente daccordo su questa cosa, ma che l’indipendentismo catalano sfocia in un razzismo stile seconda guerra mondiale non lo tollero. La questione attuale riguarda principalmente la condizione economica: uscendo dalla Stato Spagnolo la Catalogna pagherebbe molto meno tasse, così come invece succede per la capitale Madrid.

Non mi resta che dirvi: buona Festa dell’Indipendenza

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.