Domani è la giornata mondiale del caffè sospeso e da buona napoletana non potevo esimermi da non spendere due parole in un post che celebrasse il nettare dei lavoratori: ma voi ci pensate a passare una giornata “sana sana” a faticare senza caffè?!

 

giornata internazionale del caffè sospeso

C’è chi lo vuole macchiato, chi espresso, chi schiumato, chi amaro, chi con zucchero di canna o con dolcificante: la verità è che a Napoli il caffè è proprio un rito, un momento sociale nel quale scoprirsi e legarsi a qualcuno e/o qualcosa. Non conta quanti caffè hai già preso nel corso della giornata, il tuo stomaco ed il tuo intestino saranno pronti ad accoglierne un altro e poi un altro ancora e poi un altro, fino a notte fonda. Dato che di napoletano conservo solo la residenza ed il luogo di nascita, ammetto che ho iniziato a bere caffè per ragioni fisioligiche: l’Università che frequentavo era a 50 km di distanza e potete capire che dovevo svegliarmi all’alba per andare a seguire i corsi; o meglio, mi alzavo prima io e poi il sole. Per rimanere attivi e svegli a lezione erano due le possibilità:

  • tatuarmi gli occhi sulle palpebre mobili
  • iniziare a bere caffè.

Naturalmente scelsi la seconda.

giornata internazionale del caffè sospeso

Nel corso del tempo mi sono sottoposta al processo di caffettizzazione: ho imparato a sorseggiarlo, a capire quanto zucchero e che tipo di zucchero mi piacesse, i gesti e le tempistiche del caffè. Mi sono resa conto di quanto fosse effettivamente un rito, un momento sacro nel quale chiacchierare diventa un’azione complementaria alla tazzina. Quest’ultima deve essere bollente perchè il nettare degli studenti deve ustionarvi la lingua: non è solo la caffeina che deve fare effetto sul sistema nervoso!

Da anni ormai è più o meno riconosciuta la pratica del caffè sospeso: il cliente paga due caffè ma ne viene servito solo uno; il “sospeso” potrà essere bevuto da chiunque poverello che entrà nel bar. L’idea dei napoletani è che nessuna deve rinunciare al caffè, perchè è sacro un po’ come Maradona o il Napoli.

Luciano de Crescenzo cinque anni fa ha racchiuso in un libro articoli e annedoti sulla pratica del caffè sospeso. Uno dei pezzi più belli è questo:

“Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…”

La rete del caffè Sospeso è un’associazione che ha attribuito al nettare nero non solo delle proprietà salutari ma, anche e soprattutto, dei “benefici” sociali: dal dicembre 2011, infatti, è stata istuitita la giornata mondiale del caffè sospeso, un’iniziativa che è stata prima esportata nelle maggiori città italiane e poi anche nel resto del mondo. Al fianco dei celebri Caffè Gabrinus di Napoli, amche il Monardo Gastronomia e Cultura di Brasilia, il Espressobaren di Göteborg ed il Jai Alai di Bilbao festeggeranno partecipano al progetto: il caffè e la solidarietà è qualcosa che unisce tutti, al di là delle culture, al di là del tempo e dello spazio.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.