E’ successo l’anno scorso, di questo stesso periodo: un’email degli IgersNapoli in cui mi chiedevano se mi andava di iniziare a collaborare con loro con una rubrica mia. Mi avevano letto e il mio modo di scrivere l’aveva colpito: “Mi fai sempre tanto ridere” ho sentito dall’altra parte del telefono.

E’ vero: me lo dicono in tanti che leggendo il sorriso è quasi d’obbligo. Faccio anche tanto piangere, dicono. Tutto questo mi piace un sacco perché se c’è un modo per entrare nel cuore della gente è quello di emozionare: scrivere è la mia droga solo per questo.

Pronta ad esibirmi in questa nuova sfida mi sono chiesta cosa potevo raccontare: di Napoli ne abbiamo tutti abbastanza le scatole piene perché la spazzatura, la criminalità organizzata, la pizza, il mandolino…beh sì lo sanno tutti e lo sa tutto il mondo. Questo blog era nato da poco e io delle mie storie, dei miei pellegrinaggi e delle mie emozioni ne avevo un pacchetto pieno per aprire almeno tre blog, ma volevo parlare di Napoli. Friariella è nato per parlare di Napoli, della mia Napoli fatta di contraddizioni, di indifferenze, di meraviglie e di illusioni.

Era il maggio 2008 e stavo tornando a casa dall’Università: all’epoca studiavo a Fisciano e per tornare a casa dovevo attraversare metà Campania in autostrada. Ricordo che arrivai all’uscita dell’autostrada e sul mio quartiere una grossa nube nera ne dominava il cielo. Ricordo di aver pensato che si trattasse di un brutto rogo di spazzatura: Silvio aveva promesso che ci avrebbe salvato, ma nel frattempo passava il tempo a Casoria da Noemi Letizia.

Una volta arrivata a casa poi il quartiere era invaso da polizia. Non era la solita storia: quella nube nera non era spazzatura. La verità la seppi solo poche ore dopo dai telegiornali nazionali: a Ponticelli una bambina stava per essere rapita da una ragazzina d’origine Rom e da lì il putiferio. La gente del quartiere avevano iniziano ad appiccare il fuoco e a distruggere tutti i campi rom della zona. Il mio quartiere ex roccaforte del Partito Comunista Italiano appendeva manifesti che inneggiavano alla violenza, manco fossimo ripiombati negli anni dei pogrom russi. I campi rom furono sgomberati e gran parte di loro lasciarono l’Italia.

Sono passati otto anni da quel periodo e la settimana scorsa mentre ero in macchina ho visto questo murales:

Friariella #altraNapoli
Friariella #altraNapoli

questo enorme murales raffigurante questa bambina mi ha riportato alla mente gli eventi del maggio 2008, segnando un ghigno sul mio volto. Cosa ne è stato di quella cacciata? Cosa ne è rimasto 8 anni dopo? Un volto solo: da una parte la voglia di ribellarsi di un quartiere troppe volte abbandonato alle intemperie della criminalità, del disagio e della crisi; dall’altra la disperazione di un popolo che non riesce a trovare pace e che continua il suo pellegrinaggio in ogni dove e in ogni epoca.

Il soggetto dell’opera è Ael una bambina Rom, rappresentata a pochi chilometri dai campi rom e dal luogo del tentato rapimento: dopo 8 anni la situazione è che i campi Rom sono ritornati e si sono anche ampliati e degli ambitanti di Ponticelli ne è rimasta solo una brutta figura perché poi l’integrazione è avvenuta.

Un murales bello da far sentire in colpa tutti anche chi ha cercato di manovrare gli altri, anche chi ha cercato di raccontare ancora una volta un’ #altraNapoli.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.