È sera. Sono sul vagone che mi porterà a casa. Le orecchie sono fredde nonostante abbia messo il capello. Sto scrivendo questo post mentre il treno viaggia in direzione Torino, verso la mia nuova casa.
“Vuoi il risotto?”
Mi chiede nel frattempo Lui.
Chi mi conosce sa che il risotto mi fa venire in mente il periodo in cui vivevo a Urbino e durante il Blizzard del 2012 fu l’unica cosa che ci rimase in casa. Il risotto lo detesto, ma il suo no.
Ma il suo risotto è un’altra cosa. È il suo. Mi piace osservarlo mentre cucina, la cura con la quale mescola gli ingredienti, la precisione nel tagliare le verdure.
Io non amavo i risotti eppure gli rispondo “Ok “.
Io non amavo i risotti.
Io ho messo sempre davanti a tutto la mia carriera.
Io non pensavo affatto di prendere tutta la mia vita, raccoglierla in scatole e portarle via per stare con un’altra persona.
Dopo la mia ultima storia, non volevo affatto.
In questi giorni ho risentito una persona incontrata in viaggio. Mi sono rapportata a lei sempre con gioia e spensieratezza, forse perché mi sta simpatica o forse semplicemente perché tra di noi è sempre andata così. Ci siamo conosciute quando lei aveva deciso di mettere la parola fine a una parentesi lavorativa che non le stava addoso. Lei è una di quelle persone che ha messo davanti a tutto la sua vita la felicità, piuttosto che il posto fisso. Io ho sempre fatto il contrario ed è per questo che l’ho sempre molto ammirata.
Mi aveva anche raccontato di un nuovo amore, di quanto fosse bello stare con questa persona, che la faceva sentire unica e speciale.
Ero felice per lei, di quella felicità semplice e forse anche un po’ superficiale perché in fondo non siamo amiche, ma ci raccontiamo le cose di tanto in tanto.
L'amore molesto ma anche no
L’amore molesto ma anche no
Ci siamo sentite qualche giorno fa ed è stato come aprire il vaso di Pandora. Quel compagno buono e gentile, attento e amorevole si è rivelato una persona fredda e calcolatrice, in grado di organizzare due vite parallele, di cui una comprensiva di figli e moglie.
Una bella parentesi d’amore sommersa e distrutta dal peso delle bugie, delle menzogne e della violenza psicologica, perché “se non accetti le mie bugie allora ti stalkero”.
Sentire queste parole mi hanno fatto salire l’acido alla gola, di quando mangi troppo a Natale e non puoi dire di no. Eppure l’amore non dovrebbe essere così. Non dovrebbe essere obbligo, menzogne e palle varie.
Ok lo ammetto: leggendomi pare che sto facendo la scoperta dell’acqua calda. Sto scrivendo tutte cose ovvie e che tutti sappiamo, ma allora se lo sappiamo perché sempre più donne finiscono per farsi abbindolare sotto il peso di un amore malato? Perché sempre più donne con un briciolo di amor proprio finiscono poi per essere schiave di un rapporto privo di senso? Perché finiamo dentro le mani di un amore molesto?
Non sono una psicoterapeuta e non ho la pretesa di esserlo. Ragiono con le mani sulla tastiera adesso con voi, come se avessi messo il megafono ai miei pensieri.
Quello che ho capito in base alla mie esperienza, e che ho poi condiviso con questa persona, è che bisogna amare se stessi per poter stare con gli altri. La solitudine fa bene al cuore. Forse questo post potrà sembrarvi il Sanremo della banalità ma oggi sono tornata a scrivere anche per questo: diamo per scontato noi stesse.
Ci dimentichiamo delle cose che ci fanno stare bene, del valore dei gesti più semplici, della spensieratezza delle serata con le amiche e di tante altre cose perché rimaniamo vittime di un amore molesto che ci lega a una vita che non ci appartiene. Ci dimentichiamo che amarsi non vuol dire negarsi, che amarsi non è necessariamente redimersi a una vita tutta casa e ansia.
Quando sul vostro cuore sentirete il peso forte di litigi, dell’insoddisfazione, dei vostri “ma che cazzo me lo fa fare”, iniziarei a farmi delle domande.
E non ve lo dico con la presunzione di chi pensa di sapere, ma solo di chi ha già vissuto. Sappiate riconoscere che in un modo dell’altro le cose si aggiusteranno e che tutto quello che in quel momento vi sembra assurdo, poi avrà un senso.
Tornate ad ascoltarvi secondo il ritmo del ben noto “panta rei”: non sentitevi inadeguate, ma dato spazio a voi stesse e al vostro istinto e se le cose vi stanno sul cazzo, beh, ditelo.
“Siamo donne, oltre la gambe c’è di più” dicevano Jo Squillo e Sabrina Salerno qualche decennio fa: non lo dimentichiamo, anzi facciamo un bel tatuaggio sulla testa con questa frase.
L’amore è una questione di cervello non solo di cuore: non possiamo spendere la nostra vita, unica e sola, a ricorrere un coglione che tra l’altro magari è anche tirchio, magari è anche sposato o incapace a leggere.
Non so se il mio l’ho trovato, ma sta di fatto che tornata a casa lui, Gianduiotto, come ormai avete imparato a chiamarlo mi ha fatto trovare la cena pronta (e non era un risotto).

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.