Avete finito? Avete parlato tutti? Avete fatto le vostre buone liste di propositi come quando si ha in mano il catalogo delle offerte del supermercato?

Bene. Io no.

Non l’ho fatto e non ho intenzione di farla.

Friariella - L'inutilità della puntualità
Friariella – L’inutilità della puntualità

Non posto niente da un bel po’ e il motivo è molto semplice. Ho vissuto e me la sono goduta alla grande. Del sano digital detox ormai ne parlano tutti. Certo ora è di moda e farà anche bene, non lo metto in dubbio. La verità è che sono sempre stata connessa ma ho continuato a farmi gli affari miei senza sentire la necessità di condividerlo e raccontarlo.

Friariella - L'inutilità della puntualità
Friariella – L’inutilità della puntualità

Sì faccio anche la blogger e in quanto tale ho anche un ego da accontentare, ma la necessità di mettere a soqquadro me stessa per sopperire ad esigenze di visite e visualizzazioni, beh non ce l’avevo per niente.

Tutto questo è arrivato alla conclusione di un altro anno intenso. Quando sta per concludersi un altro anno, quando sto per mettere fine ad un capitolo durato 365 ( o 366 come questo ultimo passato) mi dico “Anche questa volta, ce l’hai fatta”.

Da quando ho letto “Mangia Prega Ama” ho preso l'(in)sana abitudine di riassumere 365 con una sola parola. Per il 2016 la parola è “io”. Sì esatto, il 2016 per me si riassume in “io”. Chi mi legge da un po’ sa che non sono affetta da quel pietismo melodrammatico volto a conciliare “apparenza” e “ipocrisia”. Non ve lo dico sottovoce, ve lo dico urlando: il 2016 è stato il mio anno.

Friariella - L'inutilità della puntualità
Friariella – L’inutilità della puntualità

Non che siano mancate cose melodrammatiche e i momenti difficili, quasi come se fosse una terapia da ripetere ogni volta, quasi come se il medico mi avesse prescritto di vivere momenti di merda almeno un paio di volte all’anno. E sapete la cosa bella?

Non me ne frega un cazzo di tutto quello che non riguarda me.

E anche questo, non ve lo dico sottovoce ma ve lo dico urlando dai tasti di questa mia tastiera.

Al diavolo le apparenze, le frasi mai dette, la paura di non poter riuscire ad essere ciò che gli altri vorrebbero da noi. Andassero a cagare tutti, perché adesso ci sono io. Ho passato cinque anni a cercare di adattarmi, a capire, a compatire e a commiserare. Il risultato? Non ci sono risultati se non tanti calci in bocca da star male così tanto da stordirmi.

Friariella - L'inutilità della puntualità
Friariella – L’inutilità della puntualità

 

Nel 2014 ero a Santander in un blogtour e Elena Nobbiolo di Nonsoloturisti parlava del dolore provato alla fine di una relazione, di quello che ti fa star così male da voler vomitare l’anima. Non riuscivo a capire quanto dolore si nascondesse dietro a quelle parole. Non lo capivo perché non mi rendevo conto di esserci già dentro.

Friariella - L'inutilità della puntualità
Friariella – L’inutilità della puntualità

Sapete che cosa ho fatto all’inizio di quest’anno? Anche se con immensa difficoltà e con grande fatica ho messo in rassegna i miei demoni, li ho studiati e li ho sfanculati. Esatto: ho sfanculato tutto quello che mi faceva stare male. Persone, situazioni, insicurezze e ricordi. Ho detto basta e in cambio mi sono ripresa me stessa.

La notte dormo serena, sorrido di più e quando mi va bevo una birra alla mia salute. Non faccio classifiche, non lascio la mia mente in balia di pipponi mentali e mi coccolo ogni giorno. Ho capito che tutto quel fracasso mentale, tutte quelle mezze verità, quelle storie da adolescenti non servivano a niente, se non a farmi stare male. Vedevo tutto grigio, pensavo di essere sempre inopportuna, mi sentivo sbagliata.

Invece no. Il problema non ero io ma quanto lasciassi spazio agli altri. Non serve essere sempre perfetti. Non serve cercare di essere puntuali se non lo si è. Bisogna solo tornare a respirare, perché tenendo sempre la testa sott’acqua prima o poi si soffoca.

Ed eccomi qui, solare e serena, pronta a non perdermi, pronta a non sbilanciarmi troppo per non cadere. Non ho buoni propositi da condividere se non quello di volermi bene. Se non lo avete ancora fatto iniziate a farlo da adesso, da questo 2017.

Non imponetevi cose se non quelle che vi fanno stare bene.

Lasciate perdere il caso e fate caso alle coincidenze.

Pensate a voi stessi e ai vostri cari.

Perdete di vista l’orgoglio e perdonatevi dei vostri errori passati.

Ma soprattutto amate senza veli, perché solo così sarete felici.

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.