Domanda da dieci milioni di dollari: dopo la surclassata “Sei di Napoli Napoli?”, l’altra domanda è sempre questa:

Ma a te non manca Napoli? 

Friariella Ma a te manca Napoli?
Friariella Ma a te manca Napoli?

La mattina quando mi sveglio cerco di sempre di capire dove mi trovo, per i mie tanti spostamenti registrati a frequenza cardiaca accelerata, tante sono le cose che mi porto dietro mentre sogno. Capire dove sono e trovare un’unica grande certezza: la foto di Barcellona sul comodino, affine e uguale in ogni casa, perché di quella città non ne ho mai abbastanza.

A Napoli si dice che “il caffè s’adda fa ca a manec ro o’ core”: io mi sono industrializzata e lo metto su la sera prima di andare a dormire, per ottimizzare i tempi di risveglio e di uscita dal mondo dei sogni. Il caffè lo prendo con il latte ed in questo non sono troppo napoletana.

Il lavoro, le bollette, le lavatrici da stendere, le bottiglie di vino vuote e le scarpe distribuite per casa sono solo scene di una commedia che recito in ogni città, in maniera sempre uguale come un commediante di altri tempi.

Friariella Ma a te manca Napoli?
Friariella Ma a te manca Napoli?

E se tra una cosa e l’altra c’è il tempo di rispondere sinceramente ad una domanda, io dico ” Sì Napoli mi manca e mi manca il mare”. Eh sì: se c’è una cosa che non riesco proprio a digerire è l’assenza del mare. Ma si lo so che non ho il mare sotto casa visto che vivo in periferia e che dalle finestre di casa sento in lontananza i rumori delle navi. Sì lo so che non ci passo poi tutti i giorni al mare, perché chiusa a doppia mandata nei miei impegni. E non è neanche l’odore di cui sento di più l’assenza.

La verità è che mi manca visivamente il mare: non è abitudine, non è suggestione, ma è un modo di vivere. Mi piace molto andare in giro in questa nuova terra: sarà che non ci ero mai stata prima di adesso, sarà che poi alla fine mi piace il vento tra i capelli mentre l’auto corre veloce, mi piace l’odore di pioggia tra i sentieri dei boschi, mi piace leccarmi il baffo di birra artigianale, mi piace alzare lo sguardo e appuntare i miei pensieri su di un cielo di blu perso, mi piace l’odore del bucato steso alle undici di sera nel silenzio del cortile ed i cigolii delle tapparelle altrui.

Insomma, questa nuova vita mi piace, ma Napoli mi manca e mi manca il mare. Mi manca riuscire a guardare oltre. Mi manca quel senso di infinito delle vedute dall’alto. Mi manca il susseguirsi di luci fuori tempo che incorniciano il golfo. Mi manca sapere che dall’altra parte non c’è un muro di montagna ma ancora altri mondi da esplorare.

Venire da una città di mare ti cambia la percezione delle cose: non hai solo i polmoni per respirare, ma anche le branchie. Filtri tutto e tutti, come una spugna di mare, appunto. Così tra una pizza scondita, una canzone di Pino che riecheggia tra le mura di una casa vuota, la mozzarella di due giorni penso sempre che alla fine il mare te lo porti dentro per non annegare davanti in mano alle assenze.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.