Un paio di settimane fa ero seduta in treno in mezzo a due coppie di turisti, due lituani e due portoghesi, e, come nella migliore tradizione dei viaggi in treno, abbiamo iniziato a parlare: oltre alle solite domande di routine, mi hanno chiesto dove potevano mangiare una buona pizza croccante con ananas e prosciutto cotto. In meno di un secondo la mia chioma è diventata quella di Marge Simpson: la pizza croccante con ananas e prosciutto? Ma questa è una bestemmia ( in mente mia mi sono detto “chest è na iastem!). I miei compagni di viaggio hanno mostrato notevole stupore quando hanno scoperto che la pizza è italiana ma non è croccante e non è nata a Roma ma a Napoli.

Non mangiate la pizza a Napoli

Gli Italiani e la pizza

Io posso rimanere davvero tranquilla quando a dirmi queste cose sono delle persone provenienti da un altro Paese e hanno tradizione culinarie diverse dalle nostre ( non diverse, proprio opposte!), ma quando i miei connazionali sparano frottole sulla pizza io mi riservo la possibilità di diventare una vrenzola. La verità è che esiste un’unica sola pizza e che tutto il resto sono imitazioni: fidatevi perché siete nella capitale del Tarocco.

Se non vuoi che io diventi un Super Sayan di dimensioni cosmiche evita di dirmi frasi del tipo:

  • tutte le pizze sono buone;
  • la pizza fatta nella città x è buona come quella di Napoli;
  • la pizza deve essere croccante;
  • la pizza deve sbriciolarsi in bocca;
  • la pizza di Napoli non è digeribile.

Se hai pensato almeno una di queste cose, mi dispiace ma non venire a mangiare Pizza a Napoli; anzi vieni e vai a mangiare in qualche fastfood che fai prima. Qui non si vendono spugne ricoperte di salsa o biscotti caramellati con sottospecie di mozzarella molecolare: qui si mangia la pizza, quella vera, quella autentica e verace. Quella che voi mangiate, non è pizza è na schifezza.

La vera pizza

Mangiare pizza a Napoli ti fa capire di che pasta è fatta la pizza. Non è solo una questione di città, ma di lavorazione infatti la vera pizza deve:

  • avere l’impasto soffice e sottilissimo al centro:  tagliandola a spicchi l’estremo interno vi deve necessariamente cadere, diversamente state mangiando un pezzo di tufo;
  • la pizza deve essere piegabile in modalità portagoglio: deve chiudersi in quattro parti rimanendo unita;
  • la mozzarella è un elemento distinguibile con la salsa e non deve divenire una unica pastocchia con la salsa;
  • l’impasto è fatto di farina, acqua e sale ed è altamente digeribile perché le farine devono essere selezionate.

Ma queste regole non le ho scritte io, ma il disciplinare dell’Associazione della Verace Pizza Napoletana di cui fanno parte le più note pizzerie napoletane.

Mangiare pizza a Napoli

Mangiare pizza a Napoli è un comandamento, una di quelle cose da mettere nella lista “100 cose da fare prima di morire” tra fare una corsa al Central al Park e vedere una Corrida: chiaro, sempre se avete finalmente accettato che quella che avete mangiato fino ad esso era il pezzotto del pezzotto del pezzotto della pizza.

Non mangiate la pizza a Napoli

 

Non ho un posto preferito in cui andare a mangiare pizza a Napoli perché tutto dipendete dalla situazione, dal momento e dalla compagnia e poi, scusate se è poco, stiamo sempre a Napoli, la capitale della pizza. Quelle che segnalo sono cinque:

  • Pizzeria Lombardi, storica pizzeria Napoletana, tra le prime ad aprire anche a New York, è attiva da cinque generazioni;
  • Pizzeria Sorbillo, la pizzeria più social di Napoli e provincia: personalmente tra le due sedi preferisco quella storica a Via Dei Tribunali;
  • Pizzeria da Michele: sì è proprio quella dove mangia Julia Roberts nel film “Mangia, prega, ama”;
  • Pizzeria Vesi, è alla fine di Via dei Tribunali ed è un’ottima alternativa se non avete voglia di aspettare ore ed ore da Sorbillo e mangiare un’ottima pizza all’aria aperta.
  • Salvo Pizzaioli, pizzeria non al centro della città ma merita sicuramente una visita non solo per la pizza ma anche per la qualità delle birre e dei fritti.

 

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.