Statua di San Gennaro
Statua di San Gennaro

Chi non è di Napoli non sa cosa significa per noi il Miracolo di San Gennaro: San Gennaro non è semplicemente il Padron di Napoli ma, come ogni cosa che è Napoletana, assume un valore viscerale con la terra. In un discorso di Erri de Luca tenuto nel Municipio di Strasburbo lo scorso 22 Marzo in occasione del ricevimento del Prix Europeen de la Letterature, lo scrittore ha raccontato con estrema bellezza il valore culturale che assume la festa di San Gennaro e la sua storia:

 

“Il santo patrono, San Gennaro , è specializzato in eruzioni. La sua reliquia sanguigna che si squaglia e riaggruma a scadenze fisse, imita la fusione della lava.
La statua del santo veniva portata dal popolo di fronte all’avanzata del fiume di fuoco e l’ arrestava.
Nel 1799 le truppe francesi entrano in Napoli dopo avere incontrato la più forte resistenza popolare. I re del luogo, i Borbone, sono fuggiti prima, insieme all’ esercito, ma le truppe francesi vengono bloccate per giorni fuori della città da uno sbarramento di popolo. Riescono a entrare con l’ aiuto dei giacobini locali che consegnano loro con un trucco il Forte di Sant’Elmo.
Nel breve periodo di occupazione francese ricorreva il periodico miracolo del sangue di San Gennaro. La fede popolare attribuiva all’ avvenimento un segnale. Se non avveniva il miracolo, voleva dire che il Santo era contrario all’ occupazione. Nel tempo stabilito il prodigio tardava e il popolo si stava agitando pericolosamente. Allora il generale francese minacciò il vescovo di tagliargli la testa se non si squagliava il sangue nella teca. Subito si produsse il miracolo e il popolo si calmò.
Al ritorno dei Borbone, San Gennaro, accusato di aver collaborato con i Francesi, fu destituito dalla carica di santo patrono e sostituito da altro tutore. Ma alla prima eruzione fu chiaro che il nuovo santo era inesperto di eruzioni. Il fronte della lava si avvicinava, allora il popolo andò a recuperare la statua di san Gennaro e la portò in processione davanti alla marea di fuoco. Puntualmente quella si arrestò e san Gennaro fu reintegrato definitivamente nella funzione di santo patrono.

Questo episodio spiega la natura terrestre del sentimento religioso a Napoli. Il sacro non scende dal cielo ma affiora dal sottosuolo ardente.
La sua pietra da costruzione è il tufo, resto di eruzione spenta. Fu scavato fin dal tempo dei Greci producendo immense cavità che si estendono sotto la superficie della città. Perciò Napoli è doppia, gremita sopra e vuota sotto. E’ una città sospesa su enormi celle di un alveare, campata sull’ aria come Venezia è campata sulla’ acqua.
I Tedeschi hanno una parola poetica, e perciò esatta, per definire una persona che non ha i piedi per terra: “Luftmensch”, una persona d’aria. Napoli è per sua geologia una “Luftstadt”, una città d’ aria.”

Diviene riduttivo quindi parlare di Santo Patrono: San Gennaro è l’emblema della cultura napoletana, fatto di aria e di esplosioni, di contraddizioni e di fede. Per meglio comprendere il reale rapporto dei Napoletani con la fede, è bene prendere in rassegna anche una citazione di Giuseppe Marotta:

“Lasciatemi dire che a Napoli i Santi, dal supremo e volubile San Gennaro al distratto San Giuseppe, da Sant’Antonio che protegge Posillipo a San Pasquale che sorveglia attentamente Chiaia, non sono che autorevoli congiunti del popolo. Il napoletano ha San Luigi, Sant’Espedito e ogni altro Santo come a certi poveracci dei vicoli capita di essere imparentati con un insigne professore residente a via dei Mille.”

Una citazione che trova riscontro nel celebre sketch di Massimo Troisi e Lello Arena

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I riti di San Gennaro

Il nome Gennaro deriva dal latino e significa “consacrato al Dio Giano” , il Dio del mese di Gennaio: sembra banale ma chiaramente è uno dei nomi più diffusi a Napoli (ciascuno di noi napoletani ha almeno un Gennaro in famiglia o tra gli amici). Il fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro sarebbe avvenuto durante l’impero di Costantino I: il Vescovo Severo durante il trasferimento delle spoglie del Santo si sarebbe trovato davanti al fatto.

 

Miracolo di San Gennaro
Miracolo di San Gennaro

I fenomeni dello scioglimento del sangue si sono poi ripetuti nel corso dei secoli con una certa ritualità. Tuttavia le modalità con cui avviene il miracolo sono state messe ad esame dalla Chiesa: il dubbio è che l’ampolla fosse stata manomessa di volta in volta per “provarne” il miracolo. Solo agli inizi del XX secolo fu stipulato la validità del miracolo: era il 25 settembre 1905.

L’evento è seguitissimo da tutti i Napoletani: in città o fuori dall’Italia se sei Napoletano non puoi perderti questo evento perché decreterà le sorti di Napoli. Le interpretazioni dell’evento sono varie e sempre diverse tra loro: la preoccupazione è che la città possa essere colta dalla sfortuna.

Gli eventi

Anche quest’anno come da tradizione il 19 Settembre l’intera città si ferma per attendere il Miracolo del Santo: alla tradizione celebrazione eucaristica parteciperanno le autorità ed il collegamento con le tv estere permetteranno di vedere in diretta la celebrazione in mondovisione.
La novità di quest’anno è che la Festa di San Gennaro rientra nel gruppo di celebrazioni legate all’iniziativa Imago Mundi, feste e santi della città di Napoli: un gruppo di celebrazioni folkloristiche in cui rientrano la Madonna della Neve, Piedigrotta e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.