“Cosa fate voi a Natale a Napoli?” mi è stato chiesto in questi giorni sempre più spesso. Normalmente cerco di seminare gli interrogativi parlando di cosa si mangia a Natale, cosa si fa, quali tradizioni si sciolgono in questi tre giorni di kermesse natalizia. Alla fine son giunta ad una conclusione: se c’è un modo per parlare di Natale a Napoli sarebbe sicuramente quello di creare un libretto di istruzioni. Si avete letto bene: libretto di istruzioni per il Natale a Napoli. Perché? Perché ve lo spiego in questo post scritto per la mia rubrica #altraNapoli per IgersNapoli.167374_1763662536563_5869180_n

Natale a Napoli puzza

Ebbene sì: come diceva una straordinaria Veronica Mazza in “Ci sta un Francesce, un inglese ed un Napoletano” Natale a Napoli puzza. Puzza perché si cucina il cavolfiore per l’insalata di rinforzo, il baccalà fritto, il capitone, gli struffoli, i porri con il baccalà, vino a volontà e poi se non bastasse friggiamo anche un paio di chili di pesce fresco di paranza. Vi immaginate ad aprire la porta dopo tutto questo ben di Dio? Beh sì l’atmosfera è disarmante se non per dire shoccante.

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La messa di Natale

Dopo che hai fritto pure le ruote dei camion, dopo che hai bevuto litri e litri di vino, dopo che ti sei fatto 30000 km per essere a tavola il 24 alle 8, dopo che sei sopravvissuto all’apertura dei regali…Beh devi ricomporti e andare a messa, perché s’adda fa. Ho sempre pensato che le nonne, le mamme, le zie che passavano dalla cucina alla chiesa subissero una trasformazione prima di uscire: un po’ come il programma televisivo “Tale e Quale Show” in cui i concorrenti scendono con l’ascensore e diventano un’altra persona, così anche le persone scendendo di casa per andare a messa si ricompongono e diventano delle persone normali e non degli zombie. Anche perché poi dopo con tutto quello che si è mangiato invece di scambiarsi gli auguri la gente si scambierebbe i rutti.

I regali di Natale a Napoli

Ma vogliamo parlare dei regali di Natale a Napoli? Il mantra è sempre “giusto un pensiero”. infatti uno ci dovrebbe fare giusto un pensiero prima di regalare qualcosa di orrido ed inutile. Una delle cose più orride che ho ricevuto in questi ultimi anni sono stati: angioletto portacandele, babbucce di lana fatte a mano ( che diventano taglia 66 dopo averle indossate due volte) e pigiama. Il pigiama sotto l’albero non manca mai: almeno uno delle persone invitate riceverà un pigiama a Natale, altrimenti che Natale è?

Natale a Napoli vs i giochi da tavola

Per una serie di cose ancora non chiare a Natale a Napoli dopo che hai strafogato come un porco non puoi uscire di casa per fare due passi, cercare di smaltire almeno 1% di quello che hai mangiato: assolutamente no! Devi rimanere a tavola seduto manco fossi la statuetta di Buddha che tua mamma espone sulle mensole del soggiorno ( senza sapere chi è Buddha chiaramente). Se dovessimo rappresentare cinematograficamente il Natale Napoletano sarebbe una camera fissa sulla tavola: mangi, giochi, mangi, giochi, manchi, giochi per tre giorni di fila.

La verità è che poi nonostante tu abbia già 40 anni devi giocare per forza: ok tombola, ok mercante in fiera ma poi basta. Un paio di Natale fa mi ritrovai a casa di amici di amici che proposero di giocare ad un gioco con le carte che poi diventata un gioco di ruolo e c’erano un paio di personaggi da impersonificare: morale della storia? Me ne andai da quella casa senza sapere più chi ero: un criceto, un coniglio, un lupo mannaro. Mi azzeccarono il cervello. Che poi a dirla tutta quando poi si gioca così ci sta sempre lo/a stronzetto/a semi nerd, che ha una pessima vita sessuale, che “no non me ne frega niente del gioco, non mi interessa vincere” ma poi ti attacca i megapipponi sul gioco e sulle regole del gioco, perché poi “sì fa così, non ci fa così” ma è “solo per essere onesti”: ma non dovevamo divertirci???

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.