Mi sono innamorata del quartiere San Giovanni anche per questo: non bastavano i tramonti all’ombra di Via Acaia, la Caserma con le scritte anni 40 ed una marea di palazzoni eleganti. Ho scelto di vivere a San Giovanni nella mia seconda volta a Roma perché mi sentivo di casa, perché amavo passeggiare sulla Via Appia e anche perché…c’è Pompi. Non sono una romana de Roma, non ho la presunzione quindi di dire che Roma è dentro di me, ma anche io oggi ci sono rimasta male nello scoprire che a breve Pompi chiude.

 

Pompi Roma

La notizia

Pensavo che si trattasse della solita bufala, di quelle notizie false e stupide che circolano giusto per fare click  senza pietà ed invece no: Pompi chiude per davvero, senza se e senza ma. Uno dei posti storici di Roma, uno dei simboli della Roma da mangiare dopo 54 anni di onorato servizio si ritrova a chiudere la serranda. Il paradosso è che sul banco degli imputati non sale la CRISI, ma l’amministrazione municipale che ha dato del filo da torcere al bar spingendolo alla chiusura.

La storia di Pompi

Era il 1960 quando in Via Albalonga a Roma apriva la latteria Pompi, nello storico quartiere San Giovanni. Giuliano, il titolare, mette da subito tanta dedizione nel suo lavoro, che ben mescola alla passione ed alla maestria: l’antica arte del gelato, ben presto, non ha più segreti per lui ed il locale diviene il punto di incontro per gli abitanti del quartieri.

Giuliano non è una persona che si accontenta però e decide di sfidarsi e dare il meglio di sé: prova e riprova che alla fine crea una ricetta speciale per il Tiramisù, non consapevole dell’effettiva valenza della sua creazione. Da quel momento in poi Pompi a Via Albalonga diventa il Regno del Tiramisù, dove romani e turisti di tutto il mondo, si fermano a degustare la specialità della casa.  Della vecchia latteria ormai rimangono solo le foto: Pompi è un locale sofisticato ed elegante, con tavolini all’esterno ed una spaziosa sala interna.

La vicenda

Sotto accusa il processo di ristrutturazione urbano: oltre alla presenza massiccia di vigili per evitare il formarsi del traffico intorno al locale, il Municipio ha modificato parte di Via Albalonga limitandone il passaggio di automobili. La situazione è precipitata subito ma i titolari di Pompi hanno lottato fino alla fine: il danno è di 4000 euro al giorno e per andare avanti hanno prima ridotto al minimo gli stipendi, ad agosto sono state licenziate quattro persone dello staff ed a settembre altre 3. Tutto questo non è bastato: stamattina all’interno del locale è comparso un cartello che annuncia amaramente la chiusura del bar sostituito da un bazar o un ristorante cinese. Si parla già di una possibile riapertura dalle parti dell’Eur ma niente è ufficiale.

Tiramisù ai frutti rossi di Pompi

 

Cosa prendere da Pompi

Nell’attesa (ahimè) che Pompi chiuda o che magari per una serie di congiunzioni astrali rimanga aperto, io vi consiglio di passarci di prima mattina, dopo una serata spesa tra Trastevere ed il Lungotevere, dopo aver guardato l’alba su al Pincio: prendete le vostre forze, arrivate fino da Pompi per una colazione con i fiocchi. Prendete uno dei tavoli esterni e ordinate stando fermi lì: lasciatevi riscaldare dal primo sole del mattino, dal ticchettio nervoso dei vecchietti che freneticamente camminano per le strade, dai bambini che urlano, dai camerieri che volano come dei razzi. Il vero lusso è che siete lì oltre al fatto che potete prendere un ottimo caffè: godetevi questo piccolo lusso, perché la vita è fatta di piccoli piacere come fare la colazione da Pompi.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.