Del perché a volte è bene fermarsi e capire che un accetto, un colore, una città possa diventare anche in Svezia motivo di orgoglio e non dire più “scusate se sono napoletana”.

Friariella Vivere a Reggio Emilia
Friariella Vivere a Reggio Emilia

 

Ho scelto di viaggiare. Ho scelto la strada instabile. Non riesco a stare troppo lontana da quel brivido del rischio, quel brivido che sono l’imprevisto ed il cambiamento ti sanno dare. Ho scelto sostanzialmente e non ho ancora trovato un motivo per pertinermene. Le distanze cambiano la prospettiva delle cose e dei sentimenti: li senti stretti e distillati, come quando ti attaccano una flebo al polso in pieno agosto. Non mi è mai piaciuto recitare gli addii: li ho accomufati sempre di arrivederci, perché puntuali poi questi arrivano.

Ed ogni volta lo stesso copione quando arrivo in un posto nuovo: “ma tu non sei di Napoli, vero?”, come se ci fosse un solo modo di essere napoletano, come se, se non hai i capelli scuri e l’abbigliamento un po’ sgargiante, non sei tenuto ad essere napoletana.

L’accetto lo camuffi per mescolarti al grigio torpore dei giorni trascorsi tra uno spritz ed un aperitivo e per sentirti un po’ a casa in parole ed espressioni che poi, alla fine, non saranno mai tue.

Sono stata a Stoccolma un paio di settimane fa. Sono stata al Nord che sa di Nord vero, non quello che ci hanno propinato per anni i nostri politici: sono stata nel Nord dell’Europa, il Nord severo e inflessibile, eccellente e rispettoso; il Nord delle giornate lunghe perché  tramonta tardi, delle giornate buie perché il sole va via presto: il Nord del godiamoci il sole e la vita, ma lavoriamo appena sorge il sole.

In questa città che sa tanto di Paesi dei Balocchi o meglio ancora Seahaven ( l’isolotto di Truman Show), ho camminato fianco a fianco con altre 12 donne, raccontandoci qualsiasi cosa ci passava per la testa: sapete qual è la cosa più bella che mi è stata detta? Che sono napoletana.

Eh sì: che sono capace di raccontare Napoli in un modo tutto mio, che ne parlo con orgoglio e che mi brillano gli occhi. Ognuno di noi è il risultato di una serie di cose, così come è vero che se c’è una città che è semplice da riupdiare questa è Napoli per il suo modo complicato di sopprimerci e di lasciarci sfuggire. Eppure, al di là delle sue ipocrisie e delle sue mille ipocondrie, c’è lei Nea Polis, la nuova città della Magna Grecia, la perla dell’Illuminismo Italiano, una delle più belle città di tutto il Mediterraneo.

E mentre scoprivo con gli occhi curiosi e vispi come una bambina Stoccolma, mi sono trovata per ben due volte ad inchinarmi davanti alla mia città: a migliaia di chilometri da Napoli, nel Moderna Musset ho trovato tra i libri da sfogliare un solo libro italiano; si trattava di un testo di testo di Benedetto Croce “Ripensare il vero” con considerazioni su Piazza del Plebiscito.

Friariella Scusate se sono napoletana
Friariella Scusate se sono napoletana

E poi ancora Museo della Fotografia ed una foto di Sophia Loren in bella mostra, insieme ad altre grande star del panorama internazionale.

Scusate se sono Napoletana, ma a volte è così bello che voi mi perdonerete vero per il mio accento?

 

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.