È luglio. È passato un anno circa da quando ho rimesso in circolo di nuovo la mia vita, da quando ho rifatto scatole e scatoloni, di quando ho impacchettato contatti, gente, biglietti di andata e ritorno e mi sono data ad un’altra vita, un’altra vita ancora. Lontana da quei luoghi che mi hanno fatto stare bene e tante volte stare male. Lontana dai sogni e dai bisogni, più in su, più estese le distanze tra le braccia e gli sguardi di chi mi conosce. Non mi sono guardata indietro perché non volevo più farlo: mi sono ripromessa di respirare ogni momento senza troppe demagogie, tralasciando i sensi di appartenenza per lanciarmi ad occhi chiusi verso me stessa ed il mio incedere lento ma al tempo stesso spedito.

Il trasloco dicevo: case nuove, nuovi indirizzi e nuovi posti a cui dare il senso di appartenenza, benché il freddo bianco delle pareti tutto sembra tranne che un colore forte e vivo. Non ho mai avuto paura di una nuova avventura, tranne di quella di essere dentro ad una nuova casa che non mi facesse sentire forte e al sicuro.

Ci vuole del tempo e ci vuole dell’istinto per riuscire a sentirsi parte integrante di un meccanismo che non è il tuo. Una finestra che cigola, una porta che si chiude di scatto, una credenza in disuso, un armadio troppo piccolo per contenere tante scarpe: bisogna trovare il peso specifico delle emozioni per potersele tirare dentro ad un nuova vita.

Lascio una casa e lascio tanti oggetti in quella stessa ultima dimora, come se mi volessi spogliare delle cose che non trovo più utili a quella nuova esistenza. Come se alla fine bastassi solo io, le mie “cose importanti”e buttando via il superfluo. Non cose senza senso, non cose inutili. Arrivare in una nuova casa, scegliersela, farsela piacere, amarla e apprezzarla come se fosse mia.

Ho bisogno di cancellare le tracce di chi è passato per renderla mia. Ho bisogno di sentirla mia, di poter dire “questa è la mia casa”. Dedico del tempo a pulire, a togliere via dai mobili, dalle pareti e dalla porte la storia di un’esistenza che non è la mia. Primo nemico: la polvere. Per questo motivo, tra mie cose non può mancare mai un’aspirapolvere che sia potente e che sia anche maneggevole al punto giusto.

Ho scelto l’aspiratore di Kärcher dopo il mio ultimo trasloco perché non volevo più perdere tempo, ma avevo bisogno di uno strumento che mi permettesse di fare pulizia in poco tempo e al massimo delle potenzialità. Pochi fronzoli: è davvero un ottimo strumento per la pulizia della casa, oltre al fatto che si tratta di un’eccezionale casa produttrice.

Ve la segnalo in occasione di una interessante promozione: fino al 15 luglio acquistato un’idropulitrice “Full Control” o un’aspirapolvere WD/AD regala fino a 8 biglietti per andare al cinema (qualsiasi film per un anno), ma il numero di biglietti varia in funzione alla macchina acquistata. L’iniziativa anticipa l’uscita del terzo film di Ghostbusters: d’altra parte le idropulitrici ricalcano la funzione dei ghostbusters, che rimuovono anche lo sporco più mostruoso.

E se non bastasse parteciperete automaticamente anche all’estrazione del super premio finale: un viaggio a New York per quattro persone, con una visita guidata alle location più terrificanti del film “Gostbusters”.

Buzzoole

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta.
Sono un’intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis.
Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.