Durante la mia infanzia, da buona secchioncella cuoriosa e saputella, guardai un documentario su Napoli: non sapevo che per i restanti 20 anni i documentari sarebbero stati sempre gli stessi con:

  • telecamera puntata in faccia e luce ad “illuminare” l’incarnato facendo sembrare anche Milingo una comparsa di uno dei film di Dario Argento;
  • lunghi dialoghi in dialetto napoletano sottotitolati manco fosse il dialetto italiano più conosciuto al mondo;
  • interviste a persone socialmente svantaggiate come se solo a Napoli succedessero certe cose.

Ero dunque alla mia carriera da telespettratice ed ero così colpita da tutte quelle cose che venivano fatte vedere in tv: era straordinariamente bello vedere dallo schermo quello che vedevo tutti i giorni, comprese le strade e i posti che percorrevo in macchina o a piedi che anche l’inquadratura del bidone della spazzatura assumeva un’aria catartica. In uno di questi documentari veniva intervistata Valentina, una ragazza che aveva una voce molto forte: raccontava che faceva la cantante neomelodica e che i suoi genitori l’avevano aiutata tanto a realizzarsi come donna. Non ero così matura per capire cosa era capitato a questa ragazza, ma mi colpì molto che di tutto quel documentario ad oggi ricordo solo la sua intervista.

Dopo pochi anni capì che si trattava di Valentina Ok: era la fine degli anni 90 e anche la fine della scuola elementare per me, una giovane Serena Dandini conduceva Pippo Kennedy Show e tra i vari personaggi c’era anche l’imitazione di Valentina Ok, sapientemente interpretata da Rosalia Porcaro, appena lasciata in prestito dalla cricca di Tele Garibaldi.

 

Valentina Ok è stata un personaggio importantissimo nella cultura napoletana e non solo per la scena neomelodica. In una città in cui si parla sempre di chiusura mentale, di violenza sugli omosessuali e delle discriminazioni di genere Valentina è riuscita a trasmettere fiducia a tutte quelle che persone che, come lei, hanno vissuto il dramma del sentirsi incatenati ad un’identità che non ti appartiene. Valentina è nata molto prima dei social networks e dei gay pride: Valentina è nata nel secolo dei femminielli come si dice a Napoli, degli insulti gratuiti e delle privazioni. Non hai mai fatto mistero delle sue origini umili eppure la sua famiglia è stata da esempio per tutte quelle persone, napoletane e non, che si ritrovano a dover combattere contro i pregiudizi della gente ed i dissidi di un figlio che di sentirsi chiamare Ciro non ne vuole proprio sapere.

Valentina Ok alla Mostra del Cinema di Venezia nel insieme al regista John Turturro
Valentina Ok alla Mostra del Cinema di Venezia nel insieme al regista John Turturro

Valentina se ne è andata in silenzio, in punta di piedi e senza fare spettacolo dell’ultimo atto della sua vita: oggi ho letto la notizia e, sebbene non abbia mai avuto il piacere di conoscerla, sono davvero molto dispiaciuta. Erano anni che non compariva in tv e non si sentivano in giro sue notizie e pensavo, sinceramente, che era stato l’effetto della chiusura delle numerose reti televisive private ad opera della conversione da televisione analogica a digitale; avevo anche pensato che stesse investendo su qualche progetto legato alla sua vita sentimentale: non avevo immaginato che il suo silenzio in realtà fosse dovuto ad un dramma del genere. Il più grande paradosso è che si è ammalata dei veleni che la sua stessa terra le ha offerto, quasi in cambio della sua libertà, quasi come un Dorian Grey dei giorni nostri. Ha vissuto tutto il massimo che si poteva avere in una vita così breve: il sostegno dai genitori durante la sua trasformazione, il successo come cantante neomelodica prima sulle reti locali e poi su quelle nazionali ( è stata più volte ospite anche di Maurizio Costanzo) ed infine il suo cameo nel film di Turturro Passione, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010 dove si era presentata con una casta chioma nera corvino ed un abito rosso molto sexy.

E poi la vita, subito dopo, si è presa tutto: la salute ed il successo, proprio come se avesse fatto il patto chissà con quale Diavolo.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.