In occasione dle #worldsmileday ( che è oggi) ho pensato di scrivere un post in cui vi racconto i posti che mi hanno fatto sorridere in senso lato: vi porto in giro tra i ricordi delle emozioni più forti che ciascuno dei miei piccoli viaggi mi ha regalato. Ammetto che il più delle volte sono state emozioni inaspettate date da fattori che mai e poi mai avrei pensato che avessero su di me un potere tale da farmi sorridere ed a volte anche piangere dalla gioia.

Di seguito trovate il mio personalissimo elenco:

  • Pietà Rondanini di Michelangelo, Castello Sforzesco, Milano

Ho sempre avuto una certa passione per l’arte: da piccola ritagliavo le stampe di Renoir da un vecchio libro di storia dell’arte dei miei zii e me le appiccicavo in giro per casa. Avevo poco più di tredici anni quando mi ritrovai a gironzolare per il Castello Sforzesco: avevo da poco studiato a scuola la storia di Michelangelo e da buona precisina rompiscatole, mi ero anche segnata degli appunti su quello che stavo per andare a vedere. Sapevo che Michelangelo era stato un grande artista poliedrico, sapevo che durante la sua carriera ne realizzò molte e che questa è la sua ultima opera.

Nella mia mente è rimasto tutto fermo a quel momento nonostante siano passati “sedicenti” anni: mi sono avvicinata a quella sala e quel “pezzo di marmo” era lì che sovrastava l’intera stanza, chiuso in quattro fogli di vetro e con una corona di luci ad illuminarlo. Eravamo io e lei: una colonna di marmo che rappresentava il dolore più forte che un essere umano può sopportare, quella della perdita di un figlio e nonostante la mia giovane età ho sentito un senso di vuoto e di malinconia a guardare quella statua.

Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano
Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano

 

Avevo sempre pensato che l’arte barocca, fatta di dettagli e di milioni di suggerimenti per i cinque sensi, era l’unica che mi avrebbe fatto girare la testa: mi sono dovuta ricredere. Ero davanti ad un’opera “grezza” ed il mio sorriso era stato raggiunto dalle mie lacrime di gioia e commozione.

 

  • La Guernica, Museo Reina Sofia, Madrid

Mi è sempre stato chiaro quanto mi piacesse l’arte impressionista: oltre ad i primi segni di devozione esplicitati durante l’infanzia, anche durante il corso dei miei studi ho continuato a mostrare una forte attenzione a questa corrente artistica. Non ho voluto mai andare oltre, pensando che niente e nessuno mi avrebbe mai emozionato così tanto. Si ok Picasso è stato un genio della storia dell’arte e lo sapevo, ma di certo la sua arte non mi faceva impazzire. Fino a quando non mi sono ritrovata al Reina Sofia di Madrid. Un museo come un altro mi sono detta: ma poi quando sono entrata ho capito che non era così. Oltre al fatto che ho impiegato più di cinque ore per vederlo tutto considerando che ad un certo punto ho iniziato a selezionare le cose da vedere. Sono arrivata al piano in cui c’è la Guernica, seguendo il percorso indicato dall’audioguida e quando sono arrivata davanti a lei ho pianto in silenzio per cinque minuti.

La Guernica

I libri di storia dell’arte non rendono giustizia a quest’opera: viene sempre rappresentata come un quadretto, un rettangolino di tela da appendere sulla parete in camera da letto. La Guernica è lunga quasi ottometri ed alta più di tre: la sensazione che si ha è quella di essere avvolti dal male e non riuscire a sfuggire a cotanto orrore. Il corpo umano viene spodestato della sua identità e sottoposto ad ogni sopruso che prende forma in questa tela.

  • Victoria Line, Londra

Ok è una fermata della metro e non ha niente di poetico, romantico e figo come nel caso delle precedenti ma l’adrenalina che mi ha cavalcato la schiena non appena arrivata lì, la gioia, l’entusiasmo e quel connubio di emozioni che ancora stento a spiegare mi hanno regalato un sorriso a 3600 denti.

  • Scalare il Vulcano di Vulcano, Isole Eolie, Sicilia

Non è uno sciogli lingua: durante il mio primo blogtour in collaborazione con Viaggi-lowcost sono state alle Eolie per #eolietour13. Non ho mai scalato un vulcano nonostante sia napoletana per quella stupida idea secondo la quale “vabbè tanto sta là prima o poi ci andrò”. No alla fine non ci sono ancora andata: non sono mai stata sopra al Vesuvio per una questione legata ad una serie di congiunzioni astrali. Alla fine mi sono accaparrata il titolo di “peggiore”: ho scalato il Vulcano delle Eolie ma non ho scalato ancora il Vesuvio.

Scalare il Vulcano alle Eolie

Ho scalato il Vulcano nonostante non fossi equipaggiata: avevo le scarpe modello “coverse” di HM pagate 7 euro, quindi immaginatevi quanto sia stato piacevole scalare questo Vulcano, in estate alle 3 del pomeriggio quando l’unica attività fisica che avevo fatto negli ultimi 12 mesi era alzare la forchetta e portarla alla bocca. Inutile sottolineare che è stata una faticata ma una volta che sono salita in vetta ho pensato “Cacchio ma questa strada l’ho fatta tutta io” ed ho riflettuto molto su me stessa sulle mie scelte, sui miei no ed i sì che ho distribuito nel corso della mia giovane vita: ogni giorno si scala la vetta.

  • Mangiare la Pizza da Lombardi a Napoli

Sarò banale, sarò napoletana ma sono io: io ogni volto che mangio una pizza a Napoli mi sento male. Ho vissuto in altri posti e so bene che farina, acqua e lievito non danno mai lo stesso risultato. Quando vado a mangiare la pizza da Lombardi mi emoziono: non è solo perché mangio un ottima pizza, ma perché penso che all’interno di questo stesso locale sono passate ben cinque generazioni. Cinque generazioni di storia, guerre, crisi, scudetti e vite che si sono fermate per un attimo della loro vita a gustare un pezzo di pizza.

 

Enrico Lombardi e la foto più vecchia del locale

In questa foto Enrico Lombardi mi mostrava l’immagine più vecchia del locale di cui attualmente è gestore: un pezzo di storia italiana e di cucina.

 

E voi per quale motivo avete sorriso durante un viaggio?

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.