Capita a chiunque di lasciarsi. Capita che le storie finiscano, magari fanno dei giri enormi e poi… non ritornano.

Certi amori sono inutili, inclinati su piano scosceso fino all’inizio della sua nascita. Sono situazioni che passano, sono cose che succedono e che poi ci fanno capire che nella vita c’è anche altro.

Quello su cui stavo riflettendo è un’altra cosa. [No, comunque, non sono stata lasciata da Gianduiotto e né ho intenzione di lasciarlo]. Fino a qualche tempo fa, quando ci si lasciava, “bastava” seguire le regole del lasciarsi di Carrie Bradshaw o qualcosa di simile.

Insomma: passavi le prime settimane di pura merda, poi iniziavi a staccare le vostre foto insieme, a cancellare il suo numero, a non frequentare i “vostri” posti per evitare di incontrarlo. Adesso no.

Il grande paradosso dei nostri temi è che l’amore è eterno finché c’è Facebook, o qualsiasi altro profilo social. E a farvelo notare è una che lavora sui social e per i social. Mi sono resa conto che se stai male per la fine della storia con il tuo tipo e/o la tua tipa, è proprio Mark e i suoi amichetti a “mettere il dito” nella piaga.

È scientificamente provato che Facebook favorisce le interazioni tra gli utenti che già interagiscono tra loro. Quindi immaginatevi che X lascia Y, Y ci sta di merda e, come se non bastasse, continua a vedere i contenuti postati da X e dai suoi amici. È una guerra al massacro, praticamente.

Perché è inutile che ci illudiamo con la storia di essere amici, siamo onesti. Personalmente non credo nell’amicizia tra ex – sarà che i miei sono delle teste di cavolo – ma a ogni modo, dopo la fine di un rapporto è sempre bene riuscite a prendersi del tempo per sé, per ritrovare se stessi e rimettere in sesto la propria esistenza.

Ahimè di storie finite male ne ho collezionate un paio e devo dire che la cosa più inquietante è stata proprio questa: voler mettere la parola fine, ma essere condizionati da ciò che ci propinano i social.

Di quando cercavo maledettamente di cancellare dalla mia esistenza Mr. X, ma le mie “amiche” lo taggavano nei commenti e io mi beccavo tutto sul newsfeed. Oppure di quando ho scoperto che Mr Y cercava di tenere un piede in due scarpe, ma ho scoperto dell’altra da un tag di Instagram. Per non parlare di chi, invece, aveva detto peste e corna di una tipa («è brutta come un frigorifero da campeggio» cit.) e poi Facebook ti propone “Aggiungi TIPA che hai settordici amici in comune” e vedi la foto di loro due che si giurano amore eterno (per la serie chi disprezza… poi lo compra il frigorifero!).

Non ho la risposta certa a questa cosa. Insomma penso che i social siano un grande strumento, ma che l’uso eccessivo e privo di controllo ci possa ledere definitivamente.

Oggi, se ci pensate, possiamo sapere tutto di tutti in un millisecondo. Possiamo, però, anche decidere di non sapere. Ho sperimentato quest’estate la gioia del digital detox e mi sono resa conto di quanto staccare la spina da questo continuo taggarsi, likearsi e postare. Possiamo decidere di essere liberi, di lasciare la nostra vita privato dieci metri dietro la porta dei nostri social e preservare le nostre esistenze.

In fondo, quante “stories” viviamo senza condividere con i nostri follower?

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.