Non ho molto tempo di viaggiare ultimamente e mi dedico a travasare emozioni: prendo i miei pensieri, le mie devozioni e le spengo tra un post ed un altro. Dissolvo l’alibi che questo sia un blog di viaggi, per parlare di me e del viaggio interiore che sto compiendo.

Scrivo, penso, mangio, rifletto. Non mi sono mai uscite bene queste azioni, mi sono sempre detta. Ho sempre pensato di non essere abbastanza, come quando al tuo corpo manca un rene e non sei abbastanza per depurarti il sangue e ti porti dietro il peso di tutto quello che è sporco di te: ricordi, frasi, cose non dette, parole a mezze labbra, sospiri muti e pensieri incisi.

Non ci sei. Non ci siamo. Non una parola, non un gesto, ma solo frasi sconnesse ed imprescindibili. Lascio scorrere. Lascio perdere.

Il mio ritratto migliore è la figura di una donna goffa e buffa, autoironica e decisa, sensibile e sincera come una vipera nera. E tutto questo fa bene al mio egocentrismo. Mi hanno chiesto se mai mi fermerò in questo mio lento ed incessante pellegrinare tra una parte all’altra dell’Italia, esiliando a Barcellona: non ho dato risposto, non ho certezze, non ho alibi.

Se mi fermo a pensare quello che mi è successo negli ultimi dieci anni della mia vita penso che non ho vissuto abbastanza, ma non ho vissuto abbastanza la leggerezza dei miei anni. Ho sempre fatto la cosa giusta, la cosa corretta, la cosa che si aspettavano. L’unico momento di presunta spensieratezza per me è stato andare in Erasmus, mascherando i miei bisogni di leggerezza alla voglia di voler crescere dal punto di vista professionale e accademico. Sono diventata donna e ho lasciato che una parte del mio cuore venisse adottato da quella città.

Tra pochi mesi compio 28 anni. Tra pochi mesi mi avvicino ai 30 e sono sempre più distanti i miei 18 anni: mi ero promessa di amare per sempre il mio fidanzato dell’epoca, di laurearmi, di avere una macchina e di essere felice sempre. Sono stata fedele a solo una delle mie richieste dell’epoca: cercare di essere felice sempre.

In questo periodo della mia vita abbastanza intenso fatto di assenza, di addii e di mi mancherai, ho riguardato le istantanee di questi ultimi dieci anni. Sono felice? sono serena? sto bene in questa vita? Niente prediche post Pasqua, solo semplici riflessioni. Da questo rosario di pensieri ho capito che ogni giorno devo trovare il coraggio di essere felice: niente se e niente ma, perché è così.

Quanto è semplice piangersi addosso? quanto è banale dire che gli altri hanno fortuna e tu no? quanto è compiacente desiderare la vita degli altri piuttosto che muovere il culo e fare qualcosa per se stessi? Bisogna avere il coraggio di essere felici: ci vuole coraggio a capire ciò che si è e ciò che si vuole. Ancora più coraggio a cercare di inseguire la propria felicità.

Nobody says it was easy, dicono i Coldplay, ma se c’è un viaggio che nessuno di noi deve perdere è questo: non siamo fermate, ma ognuno di noi deve essere il treno della propria vita per non perdere di vista la strada della felicità.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.