Mi sono presa un mese intero prima di scrivere. Ho tante cose da raccontare e troppo entusiasmo per farlo. Baratto silenzi per godermi attimi di incontenibile entusiasmo nelle cose che faccio, nelle sfide che vinco, nei rossori che annego dietro un sorriso invadente.

Friariella L'insostenibile leggerezza della consapevolezza
Friariella L’insostenibile leggerezza della consapevolezza

Ho lasciato scorrere le vostre liste di buoni propositi fatte di scuse e alibi vendute al dettaglio. Se c’è una cosa che ho capito di questi ultimi 2015 che niente è programmabile ed è per questo che se vuoi veramente una cosa devi correre più forte del destino, altrimenti sei fregato.

Ho brindato al 2015 con occhi sconosciuti, infrangendo le mie dita verso altre mai più toccate, all’alba di una Roma che non mi ha più vista sua complice se non per quella sera, quella di Capodanno. Eppure avevo scelto proprio Roma perché sono superstiziosa (non sarò mai in grado di dissuadere le mie origini nella scelte della mia vita). Eppure la mia superstizione mi ha lasciato sul ciglio di una strada mai percorsa, su sentieri impervi e su salite ripide.

Il 2015 non è stato un anno semplice per me, soprattutto dal punto di vista emotivo. Probabilmente il mio più grande errore è quello di vivere sempre tutte le cose intensamente: ma voi come fate a vivere le emozioni a metà? Riuscite davvero ad amare un poco? A star male un poco? Le mie più grandi congratulazioni, perché alla soglia dei 29 anni non ci sono ancora riuscita.

Vivo nel perenne imbarazzo delle mie contraddizioni, sospesa tra ciò che sento e ciò che tante a volte tento di rinnegare invano. Ecco, se proprio dovessi riassumere il senso del mio cammino per il 2015 direi solo una piccola grande parola: consapevolezza.

Friariella L'insostenibile leggerezza della consapevolezza
Friariella L’insostenibile leggerezza della consapevolezza

Ho preso cosapevolezza dei miei limiti, delle mie aspirazioni, del mio amore supremo e incondizionato per il lavoro, della mia devozione a tratti assillante per il lavoro. Non si può essere ciò che non si è: io voglio essere una donna in carriera. Io voglio essere una donna indipendente. Io voglio essere me.

Ho preso consapevolezza che gli alibi non fanno le persone e tanto meno le situazioni. Sono consapevole che non voglio mezze amicizie, mezzo amore, mezzi uomini. Voglio le cose per intero. Non voglio il grigio, voglio il bianco o il nero.

All’intero di questo viaggio verso la consapevolezza di me stessa e delle mie priorità in ordine sparso ho vissute tante cose che in parte vi ho raccontato e in parte ho tenuto per me. A metà anno, quasi come ormai di tradizione da 7 anni ho cambiato città. Ho puntato su un nuovo numero, lasciando girare ancora con forza la mia roulette personale.

Non mi pento perché è una scelta che ho fatto in maniera consapevole e voluta. Vi ho raccontato di come mi sono sentita nello scegliere di cambiare, di quello che avevo paura, ma anche di tutto quell’entusiasmo che ho messo nel fare questa scelta.

Tanto però l’ho tenuto per me. Raccontarsi poi, d’altra parte, non è così semplice.

Mi piace lasciar credere a tanti che io sia un libro aperto, rinchiudendo dentro le mie diffidenze i miei segreti più intimi, come in un diario segreto.

Ho impiegato del tempo per tornare a scrivere perché ho preso consapevolezza che il 2015 non è stato un anno semplice, ma che l’ho vissuto intensamente. Ho scelto di vivermi la mia vita così e sempre di più.

Capodanno 2016 l’ho trascorso nella mia nuova città, stringendo il mio calice allo scoccare della mezzanotte tra i sorrisi di volti cari, senza i quali questi mesi non sarebbero stati gli stessi. Ho scelto di trascorrere l’ultimo giorno nell’anno nel posto in cui non avrei mai pensato di finire, accanto alle persone che mi hanno conosciuta per quella che sono e mi hanno accolta come se ci conoscessimo da tempo.

Ero a casa, lontana dalla mia vera casa, con il cuore colmo di gioia.

E se il 2015 è stato l’anno acre della consapevolezza, ho fatto il patto con me stessa che per i prossimi 366 giorni l’unico mantra sarà: me stessa.

Pensare a me stessa, decidere di partire per me stessa, condividere sogni per me stessa, salvaguardare me stessa.

Sarà una frase da cioccolatini in commercio, ma credo fermamente che la più grande storia d’amore sia quella con se stessi, per poter stare con gli altri, per poter amare gli altri e lasciarsi amare.

Ed è per questo che non ho esitato a premere invio su “Prenota Volo”. Prossima fermata: Londra. Parto da sola per raggiungere una di quelle persone che ti fanno stare bene senza che tu gli chieda niente, solo portando nella tua valigia una montagna di abbracci.

Ricomincio da me, consapevole di me stessa, con lo sguardo sempre più fisso sul presente.

About friariella

Travel blogger per caso, Napoletana per scelta. Sono un'intalliatrice agonistica e campionessa mondiale di aperitivi e bis. Mi piace viaggiare low cost, amo la buona musica e di ogni festa divento il giullare.